Strade sicure e pericolose L’incrocio nell’Hinterland

La Padana Superiore che attraversa Castegnato e Ospitaletto, con una media di 41 incidenti all’anno e 72 feriti, è la strada provinciale con l’indice di incidentalità più elevato. Per contro, la Sp22 Flero-Poncarale è il tratto di 6 chilometri più «sicuro»: solo uno schianto in media nei cinque anni presi come riferimento dallo studio del Centro regionale lombardo di governo e monitoraggio della sicurezza stradale, realizzato da Polis Lombardia in collaborazione con l'Università di Brescia. Gli estremi, insomma, si toccano nell’Hinterland. «L’incidentalità stradale rappresenta ancora oggi un fenomeno molto gravoso, che provoca ogni anno un elevato numero di morti e feriti - afferma l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato -. E siamo ancora molto lontani dall’obiettivo fissato dall’agenda dell’Onu di dimezzare entro il 2020 il numero delle vittime per incidente stradale. Dagli anni ’50 ad oggi in Italia si sono contati tanti morti quanti quelli della Prima guerra mondiale: ogni giorno almeno 9 persone perdono la vita sulle strade». I dati sono eloquenti: nel 2019 in Lombardia si sono verificati 32.560 incidenti con lesioni, 438 morti, 44.400 feriti, 89 incidenti al giorno con una media di 1,2 morti e 121 feriti. «Solo a Milano, dove c’è stato il boom della mobilità elettrica, da giugno 2020 ad oggi ci sono stati 312 incidenti con il monopattino - ha aggiunto De Corato -. Ed il calo complessivo registrato nel 2020 è dovuto esclusivamente alla pandemia, non a comportamenti virtuosi, ma al blocco forzato della circolazione». Il periodo preso a riferimento dallo studio è quinquennale, «un campione di tempo ottimale per la raccolta dei dati, ovvero un orizzonte temporale sufficiente per raccogliere una mole di elementi significativa», è stato spiegato durante l’incontro on line. Dati sui quali è stata poi sviluppata l’analisi delle tratte critiche della rete stradale principale della regione, ovvero autostrade, strade statali e provinciali, considerando esclusivamente l’ambito extraurbano. Va però sottolineato - come si legge nel report - che il numero di incidenti e feriti in ambito urbano è superiore di almeno 3-4 volte rispetto ai sinistri avvenuti in ambito extraurbano. Facendo riferimento agli indici di mortalità - vittime ogni 100 incidenti - emerge invece come l’incidenza di morti e feriti sia molto superiore sulle strade extraurbane, che risultano essere molto più critiche dal punto di vista delle conseguenze dell’evento. L’analisi e la classificazione degli itinerari è stata svolta attraverso l’impiego del tasso di incidentalità, ovvero il rapporto del numero di incidenti rispetto all’estensione e i flussi di traffico degli itinerari. Su tutto il territorio lombardo, durante il monitoraggio si sono registrati mediamente 32.768 incidenti, 453 morti e 45.203 feriti ogni anno. I dati sono stati analizzati dai relatori che hanno partecipato al webinar: Fabrizio Cristalli e Bruno Donno della direzione generale Sicurezza della Regione, Fulvio Matone, direttore generale Polis Lombardia, e dal gruppo di ricerca formato da Federica Ancona di Polis, Giulio Maternini e Michela Bonera dell’Università di Brescia. Bruno Donno si è soffermato sull’esame della Ss 236 Goitese, «uno degli assi più importanti di collegamento tra il territorio mantovano e la provincia di Brescia - ha spiegato -. Due tratte molto diverse: nei 22 chilometri in territorio bresciano il dato di incidentalità dello 0,159 è più alto rispetto a quello del Mantovano, che a fronte di una lunghezza superiore, pari a 33 chilometri, e ad una percorrenza maggiore di veicoli, si attesta allo 0,113». «Questo sesto Quaderno ha l’obiettivo di restituire un’analisi delle tratte critiche per scattare una fotografia realistica dell’esposizione al rischio e definire le priorità di intervento - ha concluso De Corato -. Un’analisi strategica per i processi di decisione delle istituzioni, come ad esempio i bandi di co-finanziamento di interventi infrastrutturali promossi dalla Regione». Si è appena chiuso un bando per migliorare la segnaletica e la messa in sicurezza delle tratte a rischio: «sono stati stanziati 3,5 milioni di euro per 79 progetti - ha sottolineato Cristalli -, ma la richiesta è stata altissima, con 395 domande presentate». Dal 2009 al 2020 il Pirellone ha stanziato più di 35 milioni di euro per la sicurezza delle strade, di cui 22 provenienti da risorse ministeriali e 13 da fondi regionali. •.

Cinzia Reboni