Tragedia assurda
nella cava. Rezzato
e Mazzano sotto shock

Il cartello listato a lutto apposto davanti l’ingresso della cava
Il cartello listato a lutto apposto davanti l’ingresso della cava

Cancelli della cava «chiusi per lutto» e la foto di Diego Vono affissa all’ingresso del bacino escavazione in località Monte Predelle a Virle Treponti, della società Eredi Ventura. C’è un silenzio triste e malinconico lungo la strada del marmo che attraversa Rezzato, dove solitamente si sente l’eco dei mezzi d’opera al lavoro nei giacimenti di sabbia e ghiaia. Ma ieri le attività si sono fermate per rendere omaggio a Diego Vono, l’operaio di 44 anni originario di Mazzano travolto e ucciso da un carico di materiale da riporto che stava movimentando con l’escavatore in attesa di essere caricato sui camio. A meno di un chilometro di distanza dalla cava di via Cesare Battisti c’è l’abitazione della vittima, padre di quattro figli. Casa nella quale Diego Vono si era trasferito con la sua famiglia da poco tempo. Prima aveva vissuto a Mazzano. La disgrazia sul lavoro, la prima dall’inizio del nuovo anno, ha colpito due comunità. La dinamica dell’infortunio è talmente chiara da aver spinto il magistrato a non disporre l’autopsia. Il nullaosta alla sepoltura è stato rilasciato ieri. Già fissata la data dei funerali che si svolgeranno questo pomeriggio alle 14,30 nella chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Paolo di Virle Treponti. Diego Vono lascia la moglie Michela e i quattro figli Andrea, Samuel, Jacopo ed Elia. «UN GRAVISSIMO incidente ci ha privati di una persona speciale, sempre disponibile e solare. L’Amministrazione comunale è unita all’abbraccio di tutta la comunità di Mazzano alla moglie ai figli e a tutti i familiari», è il messaggio postato sul sito istituzionale dal sindaco Fabio Zotti. Anche il primo cittadino di Rezzato Giovanni Ventura ha espresso a nome della comunità il cordoglio del paese: «La Giunta si unisce al dolore della moglie, dei figli e di tutti i famigliari, portando loro tutta la propria vicinanza in questo tragico momento». Moltissimi i messaggi e ricordi postati in queste ore su Facebook. Gli amici della vittima ricordano la grande disponibilità di Diego ad aiutare gratuitamente in piccoli lavori domestici le persone in difficoltà e gli anziani. «Tutti a Mazzano sapevano di poter contare su di lui nei momenti di bisogno», ricorda l’amica di famiglia Carla. Alla luce della disgrazia i sindacati chiedono un cambio di passo nelle politiche della sicurezza. «È necessario attivare un tavolo di confronto con il Governo per cercare di fermare una strage silenziosa che, quasi ogni giorno, miete vittime innocenti. Si tratta di implementare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e la formazione dove si svolgono mansioni a rischio», affermano in una nota Paolo Capone e Claudio Morgillo, rispettivamente Segretario generale e Regionale dell’Ugl. •

Valerio Morabito