Un’offerta di tre milioni per la cava dismessa

Un’immagine dall’alto del bacino di escavazione battuto all’asta
Un’immagine dall’alto del bacino di escavazione battuto all’asta

Buona la seconda. Dopo l’incanto del 24 febbraio andato deserto - la base d’asta era allora di 3.950.000 euro -, spunta l’offerta per l’acquisto della ex cava estrattiva in località Cascina Castella, situata nell’Ateg 25, attualmente dismessa e classificata nel Piano delle Regole come Suap. Nel bacino è prevista una specifica destinazione artigianale-produttiva attraverso l’installazione di nuovi impianti e strutture di servizio. Un’attività incentrata principalmente su due rami: la produzione e confezionamento di prodotti bituminosi, e quello dedicato alla frantumazione e calibratura di materiali inerti, con annesso impianto di chiarificazione delle acque di processo. L’offerta - pari alla nuova base d’asta, vale a dire 2.962.500 euro - è stata avanzata dalla società Nemesi srl di via Bose a Brescia, costituita il 16 marzo scorso, di proprietà per un terzo di Santo Prandelli, nominato amministratore unico, e per due terzi di Transvecta, azienda di servizio di autotrasporti nata nel 2015 come spin-off della Profacta (Gruppo Faustini). L’aggiudicazione «è al momento provvisoria - spiega il liquidatore giudiziale Giovanni Lorenzo Peli -, e verrà perfezionata entro 120 giorni con l’atto di vendita redatto dal notaio Paolo Cherubini, previo pagamento dell’intera somma». L’area, di complessivi 88.941 metri cubi - sulla quale avrebbe dovuto nascere il bitumificio Gaburri -, è quasi completamente scavata ad una profondità di circa 10 metri. A servizio dell’attività - si legge nella relazione tecnica allegata all’avviso d’asta - potranno essere edificati anche un opificio prefabbricato di 2.947 metri quadrati destinato a ricovero automezzi, deposito, officina, portico e servizi per il personale, oltre ad un corpo uffici separato di 130 metri quadrati. É prevista la realizzazione di una nuova tratta di strada lungo i confini nord e ovest del comparto, per una superficie complessiva di 3.666 metri quadrati circa. Nel rispetto delle disposizioni riportate nella convenzione edilizia, l’alienazione del lotto è subordinata al congiunto trasferimento delle aree confinanti, vale a dire il «Laghetto» che ricade nella ex cava Pasotti, sempre di proprietà della società Gaburri. Tali terreni dovranno infatti essere resi fruibili per scopi naturalistici, con modalità da concordarsi con il Comune di Brescia. Il permesso di costruire è valido fino al 31 dicembre 2021, ma, come spiega il liquidatore Giovanni Lorenzo Peli, «per effetto del Covid verrà applicata automaticamente una proroga».•. C.Reb.