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07.06.2019

Vandali nel vigneto,
distrutto
l’orto botanico

I vigneti dell’azienda agricola Noventa: il raid nella notte all’interno dello storico «Pià de la Tesa»L’accesso al percorso botanico realizzato dall’azienda Noventa
I vigneti dell’azienda agricola Noventa: il raid nella notte all’interno dello storico «Pià de la Tesa»L’accesso al percorso botanico realizzato dall’azienda Noventa

Risveglio amaro nei vigneti dell’agricola Noventa, marchio leader nella produzione di Botticino Doc: la brutta sorpresa ieri mattina presto, quando la titolare Alessandra Noventa ha scoperto che qualcuno durante la notte si è introdotto nell’orto botanico realizzato lo scorso anno con la sorella, sradicando e gettando via le piante, calpestando e devastando buona parte dell’appezzamento. L’area depredata dai vandali si trova nel vigneto «Pià de la Tesa», che per altro dà anche il nome a una delle etichette più amate della cantina fondata negli anni ’70 da Pierangelo Noventa, tutt’ora attivo a fianco delle figlie in una realtà da sempre conosciuta per il suo instancabile impegno a favore della qualità ma anche dell’ambiente. «DA QUALCHE ANNO stiamo cercando di ricreare all’interno della nostra piccola azienda un percorso culturale sulla storia di Botticino - racconta Alessandra - Abbiamo recuperato mappe dell’era napoleonica che dimostrano la diffusione dei vigneti nel 1800, documenti addirittura risalenti al 1500. In questo progetto si inseriva anche l’allestimento dell’orto, cui proprio l’altro ieri avevamo aggiunto ulteriori piante e fiori. Quel che abbiamo visto ieri ci ha profondamente rattristate: le piante per altro non sono state nemmeno rubate, solo sradicate e gettate lì accanto per il gusto di farlo». L’AZIENDA E I VINI. Noventa ha di recente portato per la prima volta Botticino nell’olimpo nazionale del vino conquistando i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, massimo riconoscimento italiano, con il Gobbio 2016: un premio che ha portato grande visibilità non solo alla cantina ma anche all’intera Doc, la 23esima approvata nel nostro Paese ormai più di 50 anni fa. La produzione ha raggiunto le 45 mila bottiglie, l’intero vigneto è certificato biologico dal 2013: dal 2017 con i Noventa collabora il winemaker toscano Carlo Ferrarini, già vincitore del premo di Wine Enthusiast per il miglior enologo del mondo. I vini di Noventa sono arrivati anche a New York, in Connecticut, Rhode Island e in Giappone: successi all’insegna dell’eccellenza per questi bioviticoltori in alta collina che ora hanno dovuto fare i conti con uno spiacevole imprevisto. «Inutile nasconderlo, questi sono dispetti senza senso, fini a se stessi - conclude Alessandra - Non c’è un danno economico vero e proprio, questo orto non è un investimento produttivo: lo abbiamo pensato solo come un contributo alla salvaguardia e abbellimento di questo territorio così sconosciuto eppure così unico. Per noi è importante anche questo tipo di etica: ma di fronte a questi gesti a volte cadono davvero le braccia. Ma abbiamo già risistemato tutto: andiamo avanti più forti di prima». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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