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14.03.2019

Il dirigibile del
futuro plana
in piazza Vittoria

Una simulazione al computer
Una simulazione al computer

Un dirigibile sorvolerà i cieli della città planando dolcemente su piazza Vittoria. No, non si tratta del set di un film di fantascienza, anzi. Il volo suggellerà la realizzazione di un progetto che risale a 350 anni fa. Perchè per immaginare il futuro, a volte, bisogna guardare al passato. Il 13 dicembre - in occasione dell’anniversario della nascita di Francesco Lana (anche se, in realtà, la data si riferisce al giorno del battesimo dell’inventore, nato il 10 dicembre 1631) - verrà presentato a Brescia O-Boot, la versione 2.0 del progetto The Vacuum Airship, ovvero l'aeronave a vuoto illustrata nel 1670 dal fisico e matematico gesuita bresciano nel libro «Prodromo».

«PORTEREMO in città, proprio in omaggio a Francesco Lana, il primo Vacuum Balloon della storia dell’aeronautica - spiega il torinese Ludovico Turinetti, responsabile del progetto -. L’idea mi è venuta durante un viaggio a Berlino, dove ho avuto modo di ammirare un gigantesco hangar destinato, nei primi anni Duemila, alla ricostruzione di nuovi dirigibili da utilizzare nel trasporto merci. Un investimento colossale da parte del governo, che però è presto collassato. Ho cercato di capire quali erano state le cause del fallimento e le difficoltà tecniche della sua realizzazione. Il problema principale era l’attracco, perchè per far scendere di quota il dirigibile bisognava riempirlo di acqua, un’operazione lunghissima, complicata ed estremamente rischiosa. Ho quindi “scoperto“ Francesco Lana e la sua invenzione, semplicemente geniale». Più che con un dirigibile, dal punto di vita prettamente meccanico O-Boot ha una stretta parentela con il sottomarino tedesco U-Boot: dove la U sta per untersee, cioè sotto il mare, e la O per obersee, cioè sopra il mare, nel cielo. Entrambi, oltre a svuotare o riempire i serbatoi per cambiare quota, sono dotati di appositi alettoni che ne velocizzano le manovre. Il «dirigibile del futuro» sarà formato da più sfere - i balloon -, posizionate l’una in fila all’altra. «L’O-Boot, grazie alla struttura rigida, all’aerodinamica ben profilata, ai motori posizionati sulle ali e infine alla possibilità di aumentare e diminuire il peso a comando, anche di centinaia di tonnellate, facendo semplicemente entrare o uscire l’aria, sarà molto più controllabile dei classici dirigibili a elio americani e inglesi di ultima generazione - spiega Turinetti -. Il Vacuum Baloon, inoltre, potrà decollare e atterrare in verticale, operazione impossibile con i classici dirigibili a elio». L’O-Boot, teoricamente, dovrebbe riuscire a volare oltre i 10 mila metri. «L’aeronave è soltanto un concept per il futuro, ma dà comunque un’idea di quelli che potranno essere gli sviluppi del progetto. Quello presentato a Brescia in dicembre sarà solo un prototipo, ma perfettamente funzionante e volante. Sarà costituito da un solo ed unico Vacuum Balloon, un gigantesco pallone rigido di 3 metri di diametro e 14 chili di peso, non governabile, attaccato ad un cavo e azionato da una pompa a vuoto da terra. Servirà praticamente a dimostrare la validità dell’invenzione di Francesco Lana».

IL PROBLEMA «insormontabile» del progetto del 1670 «era la creazione di sfere tanto leggere da sollevarsi in aria grazie al vuoto interno, e al tempo stesso tanto rigide da reggere il peso della pressione atmosferica - spiega Turinelli -. L’idea originaria del matematico bresciano era che il Vacuum Balloon fosse costituito da un sottile foglio di rame, ma era conscio del fatto che questa struttura sarebbe inevitabilmente collassata sotto il peso esercitato dall’aria. Ma una soluzione al problema strutturale c’è: il modello, realizzato grazie al contributo di una tesi di ricerca del Politecnico di Torino, che ci appoggerà anche per la costruzione del prototipo, è essenzialmente in allumina, una sorta di ceramica sotto forma di lamelle ad altissima resistenza alla compressione». Nei mesi che separano il progetto dall’evento vero e proprio, si cercheranno fondi e sponsorizzazioni per sostenere l’iniziativa. «Abbiamo già parlato con il vice sindaco di Brescia, Laura Castelletti, che ci ha dato la disponibilità ad appoggiare l’evento con il patrocinio del Comune», sottolinea Turinelli, che annuncia anche la campagna di pubblicizzazione del crowdfunding che partirà in primavera non solo in tutta Italia «ma soprattutto negli Stati Uniti, dove vogliamo esportare la storia di Francesco Lana e le eccellenze intellettuali e artistiche della città di Brescia». Dai primi mesi del prossimo anno, invece, «se tutto andrà per il verso giusto - precisa il “papà“ di O-Boot - saranno messi in vendita i primi droni a vuoto destinati al controllo del territorio, che avranno il vantaggio di restare sospesi anche all’infinito perchè, rispetto al pallone ad elio, possono aumentare e diminuire il peso a comando». Ma il futuro di O-Boot è anche quello del trasporto merci. «Il vuoto viene creato con delle pompe, che in volo prenderanno l’energia da batterie a loro volta caricate dai pannelli solari posizionati sulla fusoliera, mentre durante le fasi di carico e scarico della merce a mezz’aria, oppure durante le prime fasi del decollo in verticale, l’energia verrà presa direttamente a terra, e l’O-Boot si staccherà solo una volta superata la fase critica del decollo, che è quella che richiede più energia. Le merci viaggeranno in sicurezza all’interno, posizionate tra le sfere». Un sistema di trasporto a prova di traffico e che non produce smog. La mobilità del futuro sfreccerà tra le nuvole? «Ormai è assolutamente inevitabile progettare sistemi che sfruttino solo energie pulite e rinnovabili», conclude Ludovico Turinelli. Forse nel giro di pochi anni staremo davvero tutti con il naso all’insù, guardando volare in cielo i Tir-dirigibili.

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Cinzia Reboni
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