13 dicembre 2019

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28.01.2019

Il turismo frena:
presenze in calo
sul lago di Garda

Il turismo di massa «mordi e fuggi» sta diventando un’arma a doppio taglio per il lago di Garda dove le vacanze sono sempre più brevi
Il turismo di massa «mordi e fuggi» sta diventando un’arma a doppio taglio per il lago di Garda dove le vacanze sono sempre più brevi

Più arrivi e meno presenze sul lago di Garda. Sembra questa la clamorosa inversione di tendenza che inciderà anche sulle prossime stagioni turistiche. La svolta si specchia nei primi dati ufficiali diffusi dall’Apt del Garda Trentino, tradizionalmente la prima delle tre Regioni affacciate sul Benaco a svelare l’andamento della stagione turistica lasciata alle spalle. DOPO ANNI DI CRESCITA, l’estate 2018 è stata la prima a presentare il segno meno. Flessione contenuta, sia chiaro, ma statisticamente parlando conferma le previsioni degli addetti del settore sul breve-medio periodo. Nonostante l’incremento degli arrivi rispetto all’annata precedente, 869mila, contro i 878 mila del 2018, le presenze in Trentino sono diminuite dell’1,1%: 3.561.284 nel 2017, 3.523.489 nel 2018. Tradotto in soldoni, arriva più gente ma si ferma di meno nei luoghi di villeggiatura: più quantità e meno qualità. Il dato bresciano non si discosterà da quello del trentino «Anche da noi sarà così» ammette il direttore del Consorzio turistico Lago di Garda Lombardia Marco Girardi commentando i dati turistici trentini che amplia l’analisi. «Bisogna anche tenere conto che le presenze sulla sponda trentina sono spinte al rialzo dai numerosi eventi sportivi che hanno dinamiche diverse rispetto al turismo tradizionale. Atleti, accompagnatori e spettatori restano sul lago per la breve durata della manifestazione, un mordi e fuggi che si esaurisce in un week end al massimo». Ma anche sulle sponde bresciane la tendenza è quella «di vacanze intense, ma brevi che durano dal venerdì alla domenica - afferma Marco Girardi -. Da Sirmione a Limone sono aumentati gli arrivi e diminuite le presenze. Detto dei parziali alibi di località estere come la Turchia e il Mar Rosso rimaste al palo negli ultimi due anni per le note vicende legate all’instabilità internazionale, anche località come Limone registrano questo fenomeno. Soprattutto con l’inaugurazione della ciclabile a sbalzo sul lago , il fenomeno è destinato ad accentuarsi ancora di più». IL PRIMO CAMPANELLO d’allarme del resto era stato lanciato l’estate scorsa proprio dalla Baviera, da sempre mercato principale dell’accoglienza benacense. «Il turismo sul lago di Garda ha espresso le sue massime potenzialità», aveva sentenziato poco dopo Ferragosto il seguitissimo Süddeutsche Zeitung, il giornale più importante di Monaco di Baviera. E i fatti stanno dando ragione agli esperti della Germania, la nazione da sempre serbatoio privilegiato del turismo gardesano. «Il Benaco sta diventando sempre più popolare, ma quanto può reggere», si domandava il quotidiano portando a paragone le «spiagge piene e le strade congestionate» di Sirmione. Il rovescio della medaglia del turismo di massa.

Luciano Scarpetta
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