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18.02.2020

Addio Menec, se ne va il re della Campagnola

Domenico Archetti: la scomparsa nella giornata di ieri a 66 anniLa sua Campagnola era un punto di riferimento per tutti gli sportivi
Domenico Archetti: la scomparsa nella giornata di ieri a 66 anniLa sua Campagnola era un punto di riferimento per tutti gli sportivi

Una gravissima perdita. Per Gussago e per tutto il mondo dello sport bresciano. A 66 anni è scomparso Domenico Archetti, titolare della Trattoria Campagnola, vero e proprio covo per gli appassionati di calcio, ciclismo, basket, pallavolo, rugby e tante altre discipline. «Menec» se n’è andato in silenzio, come in silenzio ha vissuto nella sua Gussago dopo avere ereditato da papà Gino la Campagnola. Nel suo locale sono passati campionissimi, atleti, assi di tutte le discipline e grandissimi uomini di sport: da Antonio Maspes a Franco Baresi, da Maurizio Ganz a Gica Hagi, da Charly Yelverton a John Marc Iavaroni, da Bill Laimbeer a Marco Solfrini, da Gino Corioni a Mircea Lucescu, da Guido Bontempi a Pierino Gavazzi e Michele Dancelli. Alla Campagnola hanno fatto tappa gli arbitri chiamati a dirigere le partite di Brescia, Atalanta e Verona; ma soprattutto, durante le calde estati del ciclo e del calciomerato, i direttori sportivi delle squadre bresciane. Quanti affari sono andati in porto sotto la pergola della Campagnola, quante discussioni su vantaggi e svantaggi dei cambi di casacca, tra confronti infiniti e liti furibonde. Ma bastava la sua presenza per calmare le acque. IMPRENDITORE, ristoratore, padre di famiglia, sportivo vero. Da piccolo era stato tesserato per l’Atalanta, giocando nel ruolo di esterno destro. Dribbling e velocità le sue armi migliori, che poi ha saputo utilizzare anche quando ha concluso l’attività agonistica. Legato al calcio come pochi altri, ha però continuato a sponsorizzare una squadra di amatori prima e di over 35 poi. L’ultima volta lo avevamo sfidato sul campetto a fianco della tangenziale, subito dopo il teatro tenda. Anche quella volta ha voluto gigioneggiare, prendendosi un paio di «ranzate» memorabili. Grande amante delle due ruote, ha organizzato insieme a Cesare Ardigò il Trofeo delle Foglie Morte, classica per gli allievi. Ha ospitato tutte le presentazioni della 3 Tre e il cinquantenario di fondazione del Pedale Bresciano. Qualche giorno fa insieme a Beppe Massolini e sua moglie Armida siamo stati suoi ospiti: anche in quella circostanza era stato il «Menec» di sempre. Lascia la moglie Liviana, i figli Davide e Monica, i nipoti Alessandro, Iacopo, Emanuele e Alessandro, mamma Alma e le sorelle Luisa, Simonetta e Ornella. Ricoverato al Policlinico Gavazzeni, a Bergamo, per un intervento di routine all’aorta, sono subentrate complicazioni che l’hanno portato alla morte. Lui, abituato a fronteggiare e superare tutti gli ostacoli, stavolta ha dovuto ammainare bandiera. Lo sport bresciano ha perso con lui uno dei suoi punti di riferimento. Alla sua famiglia le sentite condoglianze della redazione sportiva di Bresciaoggi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Angiolino Massolini
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