LA NOVITÀ Per la prima volta da quando è stato istituito non ci sarà ballottaggio nel paese

Atto unico a Palazzolo Tra Cossandi e Cima è sfida senza appello

di Giancarlo Chiari
Per la prima volta nella storia del paese non ci sarà bisogno di ricorrere al ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco di Palazzolo
Per la prima volta nella storia del paese non ci sarà bisogno di ricorrere al ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco di Palazzolo
Per la prima volta nella storia del paese non ci sarà bisogno di ricorrere al ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco di Palazzolo
Per la prima volta nella storia del paese non ci sarà bisogno di ricorrere al ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco di Palazzolo

Palazzolo avrà il suo prossimo sindaco già lunedì sera. Per la prima volta dall’elezione diretta non servirà alcun turno di ballottaggio visto che i candidati sono soltanto due: Gianmarco Cossandi, sostenuto da tre liste civiche di centrosinistra, chiamato a raccogliere l’eredità amministrativa del sindaco uscente Gabriele Zanni che dopo due mandati consecutivi non ha potuto ricandidarsi, e Angelo Cima, appoggiato dal centrodestra con tre liste. Cima, 65enne, già dirigente del coordinamento amministrativo sociosanitario dell’Asst Franciacorta, in pensione da meno di un anno, è riuscito a riunire le diverse anime del centrodestra dopo un lungo confronto interno. Originario di Campobasso, residente da ragazzo a Palazzolo dove ha frequentato il liceo scientifico, si laureato in legge a Milano nel 1982. Dirigente dei servizi demografici di Chiari, e poi dell’Ussl 34, dopo quattro anni a Roma nell’Istituto di previdenza dei marittimi, è ritornato a Chiari, come dirigente dei servizi sanitari regionali concludendo la sua carriera nell’Asst Franciacorta. Cima non è nuovo all’impegno politico. Prima in lista con l’Udc nel 2004, nel 2009 è stato eletto in consiglio comunale con sindaco Alessandro Sala, sciolto dopo tre anni per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri. Cima ha continuato a far politica nell’ambiente legato a Margherita Peroni, che ne ha fatto l’esponente di spicco dell’area moderata del centrodestra, facendo convergere sul suo nome, Lega e MOS, che alle elezioni per il secondo mandato di Gabriele Zanni si erano presentati separati. Gianmarco Cossandi, laureato nel 2000 in lettere moderne alla Cattolica di Brescia, con una tesi di Storia medioevale, ha conseguito il dottorato alla Cattolica di Milano; è entrato in politica con la Margherita, in minoranza con Gabriele Zanni nel 2009, mentre Angelo Cima, Udc sedeva sui banchi della maggioranza. La vittoria al ballottaggio di Zanni nel 2012 lo ha portato in giunta con le deleghe per istruzione, edilizia scolastica, politiche giovanili, patrimonio culturale ed artistico, confermate con il bis di Zanni nel 2017 che lo ha nominato anche vicesindaco. Cossandi ha vinto nel 2020 il concorso per conservatore dei beni culturali del Comune di Como, per il quale ha programmato la stagione turistico culturale. Nei dieci anni di giunta, Cossandi - che ha fatto decollare il teatro Sociale - ha realizzato diversi interventi sulle scuole sia per contenere i costi che per promuovere la partecipazione, aggiudicandosi diversi bandi pubblici significativi per i restauri del Castello, la riqualificazione di villa Lanfranchi, e la sua biblioteca. L’esperienza di due mandati in giunta ne hanno fatto il candidato naturale alla successione di Zanni. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA