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13.02.2020

Cantieri fantasma, degrado all’ex Rivatica

L’inquietante presenza di rifiuti e scarti: sono ovunque sull’areaIl terreno che si estende su 40 mila metri quadri è ad oggi un rebus
L’inquietante presenza di rifiuti e scarti: sono ovunque sull’areaIl terreno che si estende su 40 mila metri quadri è ad oggi un rebus

Cumuli di macerie, copertoni in gomma, legname, ferro, sacchi: sono quintali di materiale quelli accumulati da almeno 9 mesi all’ex Rivatica di Paratico, un’area dismessa la cui riconversione non sta andando, per usare un eufemismo, a buon fine. L’impresa proprietaria del terreno, che un tempo ospitava opifici di notevoli dimensioni, ha dato forfait dopo aver completato solo un primo step dei previsti lavori di riqualificazione. E ora l’area è rimasta in un limbo. DELUSO il Comune, che si aspettava gli oneri sotto forma di opere in concessione a breve termine, ma questo è il meno: il cantiere incompiuto è oggi una ferita sul territorio. Scaricato materiale edile di vario genere, proveniente da lavori svolti nella costruzione di un primo step del megaprogetto, ora giacciono tra diversi container e rifiuti in ordine sparso sul terreno, che risulta in vendita. Sono 40 mila metri quadri circa, che avrebbero dovuto ospitare una piattaforma di destinazione commerciale di media grandezza, negozi e una struttura turistico ricettiva, che avrebbe chiuso il grande circuito disegnato per la riqualificazione del paese. UN PROGETTO che prevedeva inoltre una conservazione dell’immagine ambientale, con verde naturale e un edificio ipogeo mai costruito e area ludica per eventi. Quest’ultima sarebbe stata data in concessione al Comune come oneri di urbanizzazione. Ma la cessione non è mai avvenuta da parte della società, perché il secondo intervento si è fermato da 9 mesi «senza darne alcuna spiegazione al Comune», come ha riferito il sindaco Giambattista Ministrini. Il Comune non può intanto metter mano né sulle strade che circolano in via Fiume per la manutenzione, e neppure per l’area feste e il parcheggio sotterraneo che si aprirebbe al pubblico. Tutte per contratto destinate al Comune, in conclusione della costruzione dell’opera totale. Dopo segnalazioni, risulta che la lente d’ingrandimento della Procura di Brescia sia stata puntata sulla questione per appurare l’origine e la natura dei materiali presenti su quella che rischia di diventare una discarica a cielo aperto. Si attendono sviluppi. •

Simona Duci
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