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28.11.2020

Capanni di caccia distrutti Dopo il video su Youtube scatta l’esposto in Procura

I capanni vandalizzati durante il raid a Calino di Cazzago
I capanni vandalizzati durante il raid a Calino di Cazzago

Fantocci impiccati, scritte rosso sangue, capanni distrutti. Il raid vandalico compiuto a ottobre sulle colline che dominano le valli di Calino e di Borgonato - una fotocopia di quello accaduto lo scorso anno sul Monte Orfano - è stato immortalato in un video postato nei giorni scorsi su Youtube da Alf, Animal Liberation Front, e per questo finirà sul tavolo della Procura. «Non ci spieghiamo perchè sui social spesso vengano giustamente oscurate certe cose, mentre su un canale visibile a tutto il mondo venga data visibilità a chi sta compiendo un reato - sottolinea Mirco Guidetti assessore uscente al Territorio di Cazzago e coordinatore della Franciacorta di Fratelli d’Italia -. Ci aspettiamo che le istituzioni prendano provvedimenti: i cacciatori hanno la fedina penale pulita e devono subìre l’aggressione di certe persone che distruggono, danneggiano e minacciano. Un comportamento molto vicino a quello della criminalità organizzata». «Abbiamo dato mandato ad un ufficio legale di presentare un esposto per il danneggiamento di una ventina di capanni della Franciacorta - conferma Eugenio Casella, vice presidente dell’Associazione Cacciatori Lombardi e responsabile Attività venatorie di Fratelli d’Italia -. Le autorità devono porre fine a queste azioni e assicurare alla giustizia queste persone che usano metodi terroristici e inoltre rivendicano il loro reato rendendolo pubblico. Questo non è tollerabile. Questo video è una sfida alle autorità: nessuno può vantarsi di compiere azioni di questo genere». SECONDO IL DIRIGENTE nazionale di FdI, Giangiacomo Calovini, «chi ha messo a segno il raid è del posto, oppure aveva un basista. Impensabile che dei forestieri abbiano potuto agire in piena notte, andando a colpo sicuro in una ventina di capanni. Ed è probabile che le forze dell’ordine sappiano già chi sono». Il problema - sottolinea Pietro Fiocchi, europarlamentare del gruppo Ecr - «è che manca la volontà politica di spingere su questo tipo di reati. Esistono due categorie di cittadini: da una parte i cacciatori, che seguono le regole, dall’altra quelli che, nonostante il lockdown, se ne vanno in giro di notte, e magari anche fuori dal loro Comune, distruggendo le proprietà altrui, e si vantano pure sui social delle loro azioni criminose. Chi compie queste azioni è al di sopra della legge. Chiediamo risposte forti. Non si può essere dalla parte dei cacciatori solo quando si tratta di incassare le concessioni governative, ma anche quando sono vittime di questi atti di terrorismo».

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