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11.10.2019

Conclusi gli espropri accelerano i cantieri per il metanodotto

Ultimo atto per il metanodotto Snam che da Chiari procederà verso Travagliato. Il 14 ottobre, alle 19.30, il Comune clarense si ritroverà in Consiglio comunale come ultimo degli espropriati, per una piccola porzione in zona sud, aggiungendosi così ai tanti proprietari terrieri che saranno oggetto di questa pesante servitù. Il tratto in questione è quello tra Chiari e Travagliato, con passaggio anche sui territori di Castrezzato, Rovato, Lograto e Berlingo. Per avere un’idea dell’entità dell’esproprio, basti dire che il notaio di turno dovrà effettuare la bellezza di 181 rogiti, tanti sono i proprietari interessati. I LAVORI inizieranno a breve: nell’agosto del 2018 erano scadute le osservazioni e ora si attendono i recepimenti dei Consigli comunali per le rispettive proprietà patrimoniali. Così impone la legge, mentre per i privati non c’è alcuna necessità di recepimento, eccezion fatta per chi volesse eccepire il provvedimento. Parliamo di un’opera che era piovuta sulle scrivanie dei municipi locali nel 2004 e che dopo 14 anni non è ancora partita. La speranza degli amministratori era in un aborto del progetto, ma non è stato così. Chiari pagherà un dazio importante, perché l’opera si aggiunge a Tav, Brebemi, variante alla statale 11, tre centrali a biogas, ampliamento Gnutti e polo logistico Sma Auchan. E NONOSTANTE le lungaggini, ad accelerare i tempi è stata la decisione del Provincia di Brescia, che non ha imposto la Valutazione di impatto ambientale, sostenendo che il progetto: «Reca già una esaustiva illustrazione delle opere e delle ricadute». Insomma una beffa, in termini di tempistiche, per i Comuni e le famiglie che sono ostili a tale progetto. La tubazione misura 13,6 chilometri si svilupperà in direzione Sud-Est, incrociando Tav e Brebemi in territorio di Rovato, procedendo sottoterra di 90 centimetri, con un’area di sedime di 27 metri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.MAG.
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