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11.06.2019

Don Silvio Galli
«Era l’amico
degli sfortunati»

Don Silvio  Galli, scomparso nel 2012: parte l’istanza di santificazione
Don Silvio Galli, scomparso nel 2012: parte l’istanza di santificazione

Per la figura venerata di don Sivlio Galli non sarà presentata un’istanza di beatificazione, bensì direttamente di santità. Nino Carsana, presidente del centro Auxiulium di San Bernardino a Chiari, ha annunciato che domani (la data in agenda è proprio quella del 12 giugno) verrà presentata ufficialmente tale richiesta al Vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada. L’istanza è già stata anticipata al Vescovo, che l’ha ricevuta con entusiasmo. Ora si tratta di passare alle carte bollate previste dalla Santa Sede per capire se sarà possibile ottenere la santificazione.

 

DI QUESTO si tratta, poiché la beatificazione prevede documentazioni che attestino virtù eroiche, fatti prodigiosi o altri eventi in vita, mentre la santità può essere richiesta documentando simili aspetti anche dopo la morte. In entrambi i casi è richiesto che siano trascorsi almeno cinque anni dalla morte. Don Silvio scomparve il 12 giugno del 2012. Il 9 giugno don Pierluigi Cameroni, postulatore generale delle cause dei santi, ha celebrato una messa anticipatoria della richiesta, assegnata all’anniversario di morte.

 

A CHIARI, lo ricordiamo, don Silvio fondò il centro Auxiulim a fianco dell’istituto salesiano come ricovero di sbandati, sfortunati, richiedenti asilo e pregiudicati. Originario di Paderno Dugnano dov’era nato il 10 settembre 1927, don Galli è una figura carismatica della spiritualità salesiana: destinato all’Istituto San Bernardino di Chiari nel 1958 come insegnante di Lettere e preside al ginnasio dell’aspirantato (o piccolo seminario salesiano), in seguito confessore e delegato dei cooperatori salesiani e dell’associazione dei devoti di Maria Ausiliatrice, don Silvio è venerato come santo, di fatto, già da tempo. A lui sono attribuite capacità guaritorie straordinarie. Ora si tratterà di capire se, oltre alla devozione dei suoi fedeli, sulla stessa linea sarà anche il Vaticano. Le testimonianze in suo onore si moltiplicano da tempo anche su Facebook, dove c’è un profilo a lui dedicato: «Non sono mai stato una brava persona ma don Silvio mi ha sempre voluto bene - spiega uno dei suoi devoti, memore del bene ricevuto -: nell’ultimo periodo della sua vita terrena quando andavo a trovarlo nel suo studio, entravo anche con altra gente. Mi imbarazzava che don Silvio in mezzo a tutti si rivolgesse a me, in dialetto milanese, chiamandomi amico. Le altre persone mi ritenevano fortunato ma non capivano che uno più era disgraziato, più diventava amico di don Silvio».

Massimiliano Magli
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