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08.06.2019

Il finanziere ammette: «Ho preso la tangente»

Sono stati i finanzieri della tenenza di Chiari a indagare sul collega
Sono stati i finanzieri della tenenza di Chiari a indagare sul collega

«Sì, la mazzetta per ammorbidire i controlli fiscali sull’attività dell'imprenditore l’ho presa. Me l’ha consegnata Natalina Noli». Ha ammesso di essersi fatto corrompere il luogotenente Antonio Romano, il militare della Finanza arrestato un mese fa insieme ad altre sei persone nell’ambito di una inchiesta della procura di Brescia su una serie di tangenti prese in cambio di controlli fiscali ammorbiditi o soffiate che anticipassero così l’arrivo degli ispettori delle Fiamme Gialle. CON LUI in manette lo scorso sette maggio sono finiti anche Natalina Noli, titolare di uno studio di consulenza di Castrezzato, il suo commercialista, Giorgio Passeri, il comandante della polizia locale di Castrezzato, Matteo Olivari, un imprenditore edile della zona, Mauro Sala, e tre finanzieri: Romano, l’ispettore Antonio Piccolo e Marco Gisonna che da qualche tempo è in pensione. Tutti hanno già lasciato il carcere. Il solo Romano è rimasto in cella e dietro la decisione di confessare ci sarebbe la volontà di ottenere una misura meno afflittiva rispetto alla detenzione a Canton Mombello. Per settimane Romano è rimasto in silenzio, nelle scorse ore è stato nuovamente ascoltato dagli inquirenti e ha deciso di vuotare il sacco. «I soldi li ho presi dalla titolare dello studio di consulenza - ha ammesso - si tratta di circa 20mila euro». Sarebbe il denaro ricevuto per alleggerire la pressione su Sala. PROPRIO questo episodio avrebbe fatto partire l’inchiesta del sostituto procuratore della Dda di Brescia Roberta Panico in cui sono finite anche decine di altre persone, solamente indagate, accusate di favoreggiamento. Per gli inquirenti avrebbero cercato di aiutare le persone arrestate nel tentativo di nascondere le prove della corruzione inizialmente sfuggite al lavoro degli investigatori. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta ci sono anche due noti avvocati del foro di Brescia, tra loro parenti, iscritti nel registro con l’accusa di favoreggiamento personale. NEL CORSO della perquisizione dei loro studi la Guardia di Finanza avrebbe trovato diversi documenti ritenuti interessanti e che per questo sono stati sequestrati. I due legali si sono opposti alo sequestro davanti al Riesame, ma la discussione del ricorso inizialmente prevista per lo scorso martedì è slittata di una settimana per consentire alle difese di consultare meglio le tante pagine di atti dell’inchiesta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

PA.CI.
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