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21.11.2019

Il padre di Daniele:
«Dio mi darà
la forza»

Tantissime persone in Duomo per il commovente addio a Daniele
Tantissime persone in Duomo per il commovente addio a Daniele

Ha trovato la forza per parlare con il figlio Daniele, scomparso venerdì sera a 4 anni in un incidente stradale sulla Brebemi.


IERI MATTINA, in Duomo a Chiari, papà Massimo Bazzardi, ancora ferito, è salito sull’altare per salutare suo figlio parlando con Dio. «Di Dio ne ho sentito parlare tante volte - ha detto con un vistoso cerotto al viso -, ma solo oggi l’ho incontrato. Mi ha dato la forza per affrontare questa drammatica circostanza. Mi ha dato la pace: so che Daniele è con lui». Venerdì scorso, verso le 18, Massimo guidava la Renault Scenic su cui viaggiavano il figlio Daniele, la figlia Sofia e la cuginetta Elisa, entrambe di 12 anni. La vettura ha colpito un divisore di carreggiata per lo svincolo verso la Pedrocca e gli ammortizzatori della cuspide hanno fatto rimbalzare l’auto in mezzo alla strada, dove è stata travolta da una Range Rover Epoque guidata da un 35enne trevigiano e infine da un’Audi guidata da un triestino.


LA VERA OMELIA di questo addio è stata pronunciata dal papà. Un padre distrutto eppure in grado di dimostrare cosa sia la forza della fede, capace di spingere quell’uomo distrutto su per i gradini dell’altare. «Mi sento in pace con Dio» ha detto Massimo, sostenuto dagli amici neo-catecumenali che hanno accompagnato con le loro chitarre ogni attimo della funzione. A fianco del padre tutta la famiglia: la mamma Silvia Riccardi, le sorelle di Daniele, Michela, Sofia e Chiara, il fratello Lorenzo.


SULL’ALTARE una decina di sacerdoti coordinati dal parroco don Gian Maria Fattorini. Il vangelo di Marco, letto da don Oscar La Rocca: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio». È la frase chiave che Gesù rivolge ai più piccoli ed è quella che monsignor Fattorini riprende nella sua omelia: «Voglio dire ai familiari che Daniele è un buono, un mite, un innocente e un amico. Dio lo ha preso in custodia, risparmiandogli tutte le sofferenze e le mediocrità di cui è fatta la vita umana. Possiamo ben dire che questo piccolo è subito assurto alla gloria divina». Un palloncino bianco si alza, mentre la bara, dello stesso colore, si affaccia in piazza Zanardelli, diretta al camposanto: la commozione è incontenibile.

Massimiliano Magli
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