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26.03.2019

Il polo scolastico è una centrale energetica

Il sindaco Vizzardi, a sinistra, sul tetto fotovoltaico dell’istituto
Il sindaco Vizzardi, a sinistra, sul tetto fotovoltaico dell’istituto

Ogni anno nelle casse del Comune di Chiari entreranno 170 mila euro, grazie al nuovo «concept» impiantistico del polo scolastico di viale Mellini. È il modo più efficace per raccontare cosa significhi il risparmio energetico: di fatto questi soldi non entreranno, bensì resteranno nelle casse comunali grazie agli impianti della scuola, una vera «centrale energetica». Ieri mattina il sindaco Massimo Vizzardi, il vice Maurizio Libretti e il dirigente tecnico Aldo Maifreni hanno presentato la nuovissima centrale energetica del polo scolastico di viale Mellini. Ad accoglierli la dirigente scolastica Patrizia Gritti. «IL POLO - è stato spiegato - dal punto di vista energetico è all’avanguardia anche nei fatti. L’autoproduzione di tutta l’energia che serve è data da quattro pozzi geotermici e da quasi 2000 metri quadrati di impianto fotovoltaico ad alta efficienza, appena entrato in esercizio. Tutto questo corrisponde a oltre 2000 quintali di anidride carbonica non immessa in atmosfera ogni anno». LA RIVOLUZIONE ambientale innescata con questo progetto, è nel fatto un beneficio simile lo garantirebbero 5.100 alberi di grande fusto oppure 21.000 alberi autoctoni della nostra zona climatica. Analoghi risultati arriveranno dopo l’intervento sul polo della scuola media Toscanini, dove verranno abbattuti costi di bolletta energetica per 130 mila euro: in totale 300 mila euro di spesa corrente risparmiati. Di fatto il Comune ogni dieci anni avrà 3 milioni di euro in più da spendere, senza ricorrere a finanziamenti. MA NON È TUTTO: il risparmio è destinato a crescere poiché stimato lo scorso anno, mentre i costi energetici in Italia stanno crescendo. I volumi scolastici interessati sono pari a 90 mila metri cubi, tutti classificati in serie A, pari a 330 appartamenti. «Portare l’edilizia dall’ultima delle classi alla prima, e in autoproduzione energetica - ha spiegato Aldo Maifreni - ha richiesto grandi investimenti. Di fatto abbiamo spento la ciminiera delle vecchie scuole e allacciato le fonti di produzione alternativa, che da sole bastano ad alimentare gli impianti». Quattro pozzi geotermici aiutano a ottimizzare lo scambio termico grazie all’acqua di falda. Controllo remoto e domotica fanno il resto. Il Mellini è pressoché concluso con investimenti per 8,6 milioni e finanziamenti a fondo perduto per 5,65. Il Toscanini è in fase di realizzazione con 10 milioni, di cui 7 a fondo perduto. •

Massimiliano Magli
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