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01.11.2019

Viticoltura a impatto zero All’«Einaudi» fanno scuola

L’Istituto Einaudi di Chiari
L’Istituto Einaudi di Chiari

A 17 anni di età hanno studiato la realizzazione di un’azienda vitivinicola sostenibile dal punto di vista ambientale, e lo hanno fatto così bene da meritarsi il «Premio Young» promosso dal comitato Claudio Albertis con il Premio Lombardia conferito dalla Regione. Sono gli studenti della quarta «B» dell’indirizzo vitivinicoltura dell’Istituto Einaudi di Chiari. La scuola superiore propone da cinque anni questa specializzazione, e l’ha messa ovviamente in rete con la Franciacorta. Inoltre, la dirigente Vittorina Ferrari e i docenti non hanno perso tempo nel mettere mano a progetti importanti. Come la ricerca «Cantina Erbamat», che ha fruttato all’istituto un premio da 1.250 euro da destinare a didattica e ricerca. È appunto il piano per un’azienda vitivinicola ecosostenibile: gli studenti hanno ideato una struttura completamente autonoma dal punto di vista energetico e ovviamente dedicata all’agricoltura biologica. Il risultato ipotizzato? Un vino di ottima qualità ma con un bassissimo impatto, senza solfiti o con i diserbanti banditi. LA VALUTAZIONE dei progetti era affidata a una giuria composta tra gli altri da Carla de Albertis, presidente del Comitato promotore, Andrea Cancellato, direttore del Centro cultura digitale Milano, Giovanni Contini, consigliere dell’Ordine degli ingegneri di Milano, e Bruno Dapei, amministratore di WikiMilano. •

M.MA.
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