Cittadinanza a Liliana Segre? C’è il «gran rifiuto» del sindaco

Liliana Segre: Adro respinge la proposta di cittadinanza onoraria
Liliana Segre: Adro respinge la proposta di cittadinanza onoraria

Neppure il tempo di assorbire la bagarre provocata dalla decisione della senatrice a vita di sostenere il Governo del premier Giuseppe Conte, che Liliana Segre torna suo malgrado al centro di un braccio di ferro politico. Oggetto a palazzo Madama di una battuta infelice sulla morte di Matteo Salvini che ha citato le parole pronunciate qualche anno fa dagli esponenti del M5S, la senatrice a vita, incarna valori importanti, ma è spesso bersaglio di polemiche. ANCHE AD ADRO succede. L’Amministrazione civica a trazione leghista, alla richiesta dell’Anpi locale di concedere la cittadinanza onoraria per l’appunto alla senatrice Segre, ha risposto di no. Una scelta che naturalmente nulla a che vedere con il rispetto su una figura importante come quella della senatrice, come ha dichiarato il sindaco Paolo Rosa, «ma semplicemente perché crediamo - ha spiegato il primo cittadino - che la cittadinanza onoraria abbia senso se la città che la concede ha avuto una parte anche piccola nel percorso di vita di una persona. Non abbiamo avuto la fortuna di incrociare la nostra storia con quella di una persona che è integerrima e portatrice di valori, ma con la quale non avrebbe molto senso tracciare un legame che di fatto non c’è mai stato». Il diniego della richiesta ha scatenato il disappunto del presidente dell’Anpi di Adro, Gualtiero Tonoli, che ha fatto sapere che non lascerà cadere la questione nel nulla- «MENTRE c’è qualcuno che si da fare per far conoscere la storia soprattutto alle giovani generazioni, tra i quali anche degli scrittori locali, dall’amministrazione comunale abbiamo ricevuto una risposta di chiusura - protesta Tonoli -. Come si può dire che il fascismo non ha incontrato il nostro Paese? Hanno intitolato un polo scolastico a un ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, che nulla a che vedere con la storia adrense: che differenza c’è con la nostra proposta quindi? Avrebbero potuto almeno proporre un’alternativa o aprire un dialogo, ma è chiaro dalla risposta che non sono interessati. Lasciamo ogni giudizio ai cittadini». Dal sindaco Rosa, è stato sottolineato «che ci sono molti modi per le lodi e per valorizzare e sicuramente si troverà una maniera più appropriata anche per la senatrice Liliana Segre, che è senza dubbio persona da ammirare - ha premesso il sindaco -. Non è tuttavia con la concessione di una cittadinanza onoraria che un paese sposa i condivisibili ideali di una sopravvissuta ai lager. Penso sarebbe più opportuno per tutti prodigarsi in iniziative concrete per mantenere viva la memoria di un’epoca buia come il nazismo». DAL 26 GENNAIO dell’anno scorso Liliana Segre è invece cittadina onoraria di Lonato, dove il consiglio comunale (pur di centrodestra e con una forte rappresentanza della Lega) ha votato all’unanimità il conferimento dell’onorificenza alla senatriceche, pur non potendo essere presente per ragioni legate all’età, aveva voluto comunque recapitare un suo messaggio: «È per me motivo di orgoglio essere diventata una di voi – aveva scritto la Segre -. La proposta è stata da me accolta con entusiasmo perché è l’abbraccio di un’intera comunità unita e solidale che mi accoglie. Il conferimento di una cittadinanza non è un atto neutro, ma un trasferimento di valori, antichi come il luogo, che vengono offerti in condivisione». La cittadinanza era stata conferita, anche a Lonato come ad Adro, ma con esiti diversi, su invito della sezione Anpi. Liliana Segre a soli 8 anni fu espulsa dalla scuola in seguito alle leggi razziali del 1938, quindi fu incarcerata e deportata ad Auschwitz-Birkenau dove suo padre fu ucciso e a lei venne tatuato sul braccio il numero di matricola 75190. Dei 776 bambini italiani deportati ad Auschwitz tornarono solo in 25. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Simona Duci