Contro le «mani giganti» c’è il no dei 5 Stelle

Un bozzetto dell’installazione scultorea e del pontile di accesso
Un bozzetto dell’installazione scultorea e del pontile di accesso

Per il momento è un’idea, un progetto «immortalato» in un modellino in scala custodito negli uffici del Comune di Sulzano. Ma l’opera di Lorenzo Quinn pensata per il lago d’Iseo fa già discutere. Il consigliere regionale del M5S Ferdinando Alberti ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione per chiedere «quale sia la posizione del Pirellone in seguito all’inevitabile peggioramento della qualità delle acque che l’opera “You are the world” arrecherà ai già fragili equilibri del lago d’Iseo e, nel caso di conferma dell’installazione, se non intenda considerare di finanziare uno studio per valutare gli effetti ambientali della performance». LA MAXI-INSTALLAZIONE posizionata di fronte alle Palafitte di Sulzano - due enormi braccia che emergono dall’acqua e sostengono un gigantesco globo - comprende anche una passerella che terminerebbe con una piattaforma pensata per poter ammirare l’opera da vicino. Alberti fa riferimento ad una ricerca dell’Università Bicocca di Milano sulla qualità delle acque del lago e del fiume Oglio, che ha portato alla raccolta di oltre 500 campioni e a 9 mila analisi chimiche. «I risultati - spiega il consigliere regionale - hanno affrescato un quadro pessimo. Il Sebino ha registrato un calo consistente della presenza di ossigeno, soprattutto nei fondali anche oltre i 150 metri di profondità, ed è rilevata un’elevata presenza di fosforo». Alberti paragona l’opera di Lorenzo Quinn a The Floating Piers, la passerella che nel 2016, in soli 16 giorni, ha richiamato sul lago d’Iseo 1 milione e 200 mila visitatori. «Esistono oggettive analogie tra quello che è stato l’impatto ambientale causato dall’elevata invasività dell’opera di Christo e quello che potrà provocare la performance di Quinn. Il docente del dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Brescia, Marco Pilotti, si era pronunciato sui rischi che The Floating Piers avrebbe portato sulla morfologia del bacino. Consigliava per esempio di non rimuovere i circa 150 blocchi di cemento armato da 7 tonnellate l’uno a cui era ancorato il molo galleggiante - scrive il consigliere Alberti - per non rimuovere e disperdere nell’acqua fosforo ma anche Pcb, diossine e metalli pesanti». L’imponente opera di Quinn e il conseguente massiccio afflusso di visitatori «non può che peggiorare - afferma - i delicati equilibri delle acque e delle 500 differenti specie animali che vivono nel lago». •

Cinzia Reboni