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12.12.2019

«Dieci anni di angherie», in aula le paure della vittima

Il processo tornerà in un’aula di tribunale il prossimo 28 gennaio
Il processo tornerà in un’aula di tribunale il prossimo 28 gennaio

In aula, davanti al giudice, ha ripercorso i dieci anni di violenze che il marito, un connazionale di 42 anni sottoposto da metà 2017 alla misura del divieto di avvicinamento all’ex compagno di vita. «Sin da quando ci siamo conosciuti nel nostro paese di origine lui è stato violento. Succedeva almeno un paio di volte alla settimana- ha raccontato la donna, una trentenne albanese madre di due bambine (sono nate nel 2011 e nel 2013) nata dall’unione con l’uomo che ha deciso di portare a processo - Non riuscivo a denunciare inizialmente per paura della sua reazione violenta e per la vergogna nei confronti dei miei familiari». NEL 2010, tre anni dopo essersi conosciuti (si sono conosciuti quando la ragazza è diventata maggiorenne) lui dopo averla picchiata brutalmente sarebbe arrivato a minacciarla di morte con un coltello. Le violenze sarebbero avvenute prima in Albania, quindi a Susa (in Piemonte) dove la coppia si era sposata e infine a Chiari dove la donna stanca delle violenze aveva deciso di trasferirsi raggiungendo il fratello. Solo nel 2016, una volta arrivata nel Bresciano, la trentenne aveva trovato il coraggio di denunciare tutto alla «Casa delle donne».Tra il gennaio e il febbraio del 2017 aveva iniziato a minacciare di morte la moglie e il 13 marzo insieme agli insulti era arrivata anche la fotografia di due proiettili. Una sorta di macabro avvertimento, ritiene l’accusa che ha portato a giudizio l’uomo per maltrattamenti e stalking. PER LA PROCURA il 42enne a vittima in più occasioni si era rivolta ai carabinieri temendo non solo per la sua incolumità, ma anche per quella delle figlie e dei familiari visto che l’ex marito le aveva fatto sapere di conoscere dove abitasse. Ieri in aula la trentenne ha raccontato tutti i maltrattamenti fisici e psicologici subiti dall’ex. «Non sono mai andata in ospedale - ha spiegato - poi però l’ho denunciato (la donna si è rivolta alle forze dell’ordine per 7 volte) avevo davvero paura che la situazione potesse degenerare completamente». Il processo a carico del 42enne albanese è stato aggiornato al prossimo 28 gennaio. •

PA.CI.
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