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17.09.2020

Droni, lame e
battelli spazzini
contro l’invasione delle alghe

Prosegue senza tregua la battaglia alle alghe infestanti che stanno soffocando il lago di Iseo Il materiale alluvionale ha formato una solida crosta sull’acqua
Prosegue senza tregua la battaglia alle alghe infestanti che stanno soffocando il lago di Iseo Il materiale alluvionale ha formato una solida crosta sull’acqua

Il lago d’Iseo sta attraversando il periodo più difficile dell’era moderna. Non tanto, o meglio non solo per le montagne di plastica e gomma adagiate sui fondali. La vera minaccia sono gli scarichi industriali e civili che si riversano nel Sebino, alimentando la proliferazione delle alghe. IL CONTENUTO di fosforo, nutrimento delle mucillagini, doveva essere dimezzato, consentendo al Sebino, ora eutrofico, di tornare oligotrofico. L’Ue aveva fissato l’obiettivo per il 2015, scadenza slittata al 2018 prima dell’ultimatum che ha concesso due step di riduzione nel 2021 e nel 2027. Tempi diluiti, insomma, a differenza del fosforo sempre più concentrato. Gli effetti devastanti si specchiano nel bilancio della campagna di bonifica promossa dall'Autorità di bacino dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro. Dall’inizio di agosto il battello «spazzino» della società ha recuperato dal lago quasi 500 tonnellate di alghe nell'area compresa tra Iseo e Sarnico. Il materiale è stato smaltito dalla Staf di Chiari. L’attività si è concentrata nella zona del Porto di Clusane, il quadrante più esposto all’invasione della Vallisneria Spiralis, l'alga che da anni infesta il basso Sebino, creando non pochi problemi alla navigazione ed alla balneazione. Con una lama di circa due metri di larghezza, immersa nell'acqua fino ad un metro e mezzo di profondità, vengono sfalciate alla base le praterie di mucillagini. Una volta salite a galla, il battello spazzino provvede al loro recupero. Contestualmente l’Autorità di bacino, attraverso la società Manutenzione e Promozione lago d'Iseo, ha attivato un secondo battello che ha operato nell'area dell'alto lago per recuperare circa 300 tonnellate di legname e ramaglie, trascinate a valle dal fiume Oglio e dagli altri emissari dopo i violenti temporali di fine agosto. «Non abbiamo lesinato risorse nel contrasto ad un fenomeno che danneggia l’ambiente e l’immagine del lago – osserva il presidente dell’Autorità di Bacino, Alessio Rinaldi -. Vogliamo tuttavia andare oltre gli interventi tampone e contingenti. Per il futuro stiamo valutando tutte le soluzioni possibili per arginare in modo strutturale i problemi che periodicamente si ripresentano». Le speranze sono riposte nel progetto di ricerca messo in campo dalla società Graia e dalla Provincia di Bergamo. LA SPERIMENTAZIONE è partita un anno fa con la posa di un telo biodegradabile in iuta e cocco sul fondo di un'areale di circa tremila metri quadrati, destinato appunto a contenere la crescita delle macrofite acquatiche. Nel corso del monitoraggio della proliferazione delle alghe sono stati utilizzati anche degli stormi di droni. I tecnici hanno testato la resistenza dei teli e la loro efficacia contro la lo sviluppo della Vallisneria. L’aspetto più delicato è soprattutto valutare costi e benefici per un progetto più a lungo termine. L’operazione salvaguarda il fondale lacustre, poiché non viene smosso il sedimento, e di conseguenza non viene disturbata la fauna acquatica e non viene modificato l'habitat. I principali fenomeni di distaccamento delle alghe - ha appurato lo studio di Graia - si verificano, per cause ambientali, dai 2,5 metri di profondità fino a riva. «GRAZIE ALLO studio avremo a disposizione dati e numeri per poter programmare una campagna incisiva - continua Rinaldi -. Stiamo mettendo a punto strategie comuni con la Regione che ha messo a disposizione importanti fondi per il settore ambientale: l'obiettivo è quello di riuscire ad ottenere finanziamenti per potere dare atto al progetto di sfalcio delle alghe e poterlo programmare a cadenza annuale. Quindi abbiamo richiesto economie per l'acquisto di un nuovo battello spazzino, che andrà ad aggiungersi a quelli già in dotazione». Altre importanti iniziative proposte da Autorità di Bacino riguardano la valorizzazione ed il miglioramento delle acque del lago Moro, l'integrazione della rete di monitoraggio delle acque del Sebino, la sistemazione delle sponde dei bacini e la gestione del materiale legnoso recuperato, al fine di creare ceppaie volte alla diversificazione ed alla rinaturalizzazione dei fondali. •

Cinzia Reboni
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