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23.04.2019

Feltri, una nuova
emergenza. Oltre cento
lavoratori a rischio

I pompieri hanno lottato per ore prima di avere la meglio sul rogoLe fiamme alte oltre 20 metri erano visibili a chilometri di distanza
I pompieri hanno lottato per ore prima di avere la meglio sul rogoLe fiamme alte oltre 20 metri erano visibili a chilometri di distanza

Spente le fiamme, la vera emergenza ora è quella legata al futuro dei lavoratori e dell’azienda. L’incendio che venerdì sera ha devastato la Feltri di Marone rischia di avere conseguenze pesantissime per chi era occupato nello stabilimento di tessuti attualmente inagibile. Sono almeno un centinaio le persone che lavoravano all’interno dell'azienda e a questa vanno aggiunte anche tutte quelle che con l’indotto ruotavano attorno alla produzione della fabbrica fondata nel 1933. Circa 300 quindi le persone che rischiano, in un momento già di per sé non facile, di perdere il posto o vedere drasticamente ridotte le proprie entrate. PER CERCARE in questa fase di limitare al massimo i disagi per i lavoratori, oggi i sindacati incontreranno la proprietà della Feltri per chiedere che venga attivata la procedura che consenta di ottenere la cassa integrazione. Per il momento infatti la produzione è ferma, il sindaco di Marone ha infatti disposto la chiusura dell’impianto fino a quando la messa in sicurezza non sarà conclusa, e difficilmente potrà ripartire tanto in fretta nonostante gli ordini non manchino. Sul tema del lavoro si sta muovendo anche la prefettura di Brescia. IL NEO PREFETTO Attilio Visconti ha convocato per il 26 aprile un tavolo, alla presenza della proprietà, delle organizzazioni sindacali, degli industriali, del sindaco di Marone e del presidente della provincia, per comprendere le sorti dei livelli occupazionali e fare inoltre chiarezza sui tempi necessari per la bonifica. L’appuntamento è in Broletto per le 11.30. L’altra grande preoccupazione, fortunatamente rientrata già nelle ore successive al rogo, era quella legate alle possibili conseguenze sull’ambiente. Sono state escluse contaminazioni per aria e acqua, ma nelle prossime ore i tecnici dell’Arpa eseguiranno nuovi esami e approfondimenti per sgomberare il campo da dubbi. Non si è invece ancora risolta la questione relativa alla sospensione della circolazione ferroviaria sul tratto della Brescia-Iseo-Edolo che attraversa Marone. L'ordinanza del sindaco che ha fermato i treni è ancora in vigore e come fa sapere Trenord resterà attiva fino a cessata emergenza. Il rischio che parte della struttura dello stabilimento possa crollare sui binari è ancora molto altro e il passaggio dei convogli, e soprattutto le vibrazioni che i vagoni possono provocare, potrebbe accelerare il cedimento delle parti più pericolanti. La circolazione ferroviaria sulla linea si interrompe nelle stazioni di Sale Marasino e Pisogne. Trenord, in attesa della completa messa in sicurezza dell’edificio che si affaccia sui binari, ha attivato un servizio navetta sostitutivo. •

Paolo Cittadini
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