Foreste bresciane, un «tesoro» minacciato da roghi e parassiti

Le  foreste e i boschi rappresentano una risorsa preziosa per Brescia
Le foreste e i boschi rappresentano una risorsa preziosa per Brescia

Brescia è la «regina» dei boschi. Ma il suo regno è minacciato da parassiti e incendi soprattutto nel comprensorio sebino-camuno. Ogni bresciano ha a disposizione 1.352 metri quadrati di alberi ad alto fusto, contro la media regionale pro-capite di 613 metri quadrati. Anche nel rapporto tra abitanti e superficie boscata Brescia è la più green, con 171.649 ettari di foreste, il 27,7% dell’intero territorio. É quanto emerge dal Rapporto 2019 stilato dall’Ersaf, presentato alla Commissione Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi dall'assessore regionale all'Agricoltura Fabio Rolfi e dal presidente Erasf, Alessandro Fede Pellone. LA LOMBARDIA è la terza regione italiana per superficie forestale. Con una vastità di 619.726 ettari - l’81% nelle aree montane, il 12% in fascia collinare e il 7% in pianura -, ricopre il 26% del territorio lombardo e il 2% di quello nazionale. Poco più di un terzo della superficie territoriale regionale (36,8%) è soggetta a vincolo idrogeologico ed il 9,5% a vincolo paesaggistico. In Lombardia sono presenti 23 parchi regionali ed un’oasi nazionale, che coprono una superficie complessiva pari al 22,2% del territorio regionale. I Siti Natura 2000 in Lombardia sono 245 per 373.318 ettari comprensivi di 67 Zone di Protezione speciale e 196 siti di Importanza comunitaria, designati come Zone speciali di Conservazione. Secondo il sistema informatizzato di denuncia di taglio bosco, nel 2019 la massa vegetale asportata è stata pari a 623.495 metri cubi, distribuiti su 8.556 ettari. Un dato superiore del 10,3% rispetto all’anno precedente, dovuto anche alla quota di legname asportato dagli abbattimenti causati dalla Tempesta Vaia del 2018. Proprio per questo tipo di evento, il legname abbattuto nei boschi bresciani è stato di 28.470 metri cubi. La maggiore richiesta è arrivata dalla Comunità montana di Valle Camonica, con 17.580 metri cubi. L’utilizzo prevalente del legname richiesto al taglio è quello energetico (72,4% sul totale, 451.574 metri cubi), di cui il 40% per autoconsumo e la restante quota per uso commerciale. Considerando anche la massa ottenuta dalle piantagioni di pioppo, il volume richiesto in Lombardia nel 2019 raggiunge un valore quasi doppio rispetto a quello monitorato dalle denunce di taglio bosco, pari a circa 1,2 milioni di metri cubi. La specie più richiesta al taglio è l’abete rosso, con 153.391 metri cubi complessivi. La robinia mantiene il secondo posto con un volume pari a 73.545 metri cubi; seguono castagno, faggio e larice europeo. Brescia è la provincia dove è stato richiesto più legname, con 166.499 metri cubi (il 26,7% del totale). Il nostro territorio detiene il primato anche per volume di legname tagliato per finalità energetica, con il 20,4%, mentre siamo secondi in classifica per il legname da opera, con il 40,8% (dopo Sondrio con il 41,5%). «Stiamo facendo un lavoro di squadra con i consorzi forestali, con le aziende lombarde del settore e con i Comuni affinchè si crei una vera e propria filiera bosco-legno-energia in Lombardia - spiega Rolfi -. Usare legno locale significa prevenire i rischi idrogeologici, limitare le emissioni e valorizzare la materia prima locale, dando occupazione alla gente di montagna». LE STRADE. Il rapporto Ersaf monitora anche la rete viabilistica agro-silvo-pastorale lombarda. Nel 2019 sono state rilevate 4.557 strade, per un’estensione lineare di circa 6.613 chilometri, e 1.386 strade progettate o in costruzione per uno sviluppo previsto di circa 1.744 chilometri. Nel Bresciano i tracciati censiti nel 2019 sono stati 1.630. La maggior parte si concentra in Valcamonica, con 1.031 strade attive, mentre sono 345 quelle in progetto. Segue la Valsabbia con 240 strade e 14 in progetto, l’Alto Garda con 175, la Valtrompia con 124 e 51 strade in itinere, ed infine il Sebino con 60 tracciati e 4 in progettazione. Nel 2019 si sono registrati 187 incendi boschivi che hanno percorso complessivamente una superficie di 1.265 ettari, di cui 806 boscati (63,7%). La provincia di Brescia è prima per numero di roghi, 61, ma non per estensione della superficie bruciata, primato che spetta a Como con 566 ettari. Per quanto riguarda la «salute» del boschi, nel 2019 sul territorio bresciano sono state segnalate «invasioni» di Bostrico dell’abete rosso sul Sebino e in Valtrompia, una malattia che ha avuto come formidabile «alleato» la Tempesta Vaia del 2018. In Lombardia sono presenti 4 focolai di Tarlo asiatico, tre dei quali nella nostra provincia, a Montichiari, Gussago e Sirmione. Il coleottero alieno, per il quale è in vigore la lotta obbligatoria, è stato recentemente classificato tra i 20 organismi da quarantena maggiormente pericolosi per i Paesi dell’Unione europea. Infine le sanzioni, erogate dai Carabinieri forestali o dalle Guardie ecologiche volontarie, che nel 2019 hanno raggiunto complessivamente i 599.754 euro. Tra gli enti che hanno incassato di più c’è la Comunità montana della Valle Sabbia, con 68.008 euro, pari all’11%. •

Cinzia Reboni