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14.12.2019

Gli angeli invisibili della sicurezza sul lavoro

Infortuni sul lavoro: insieme ad ambulanze e Vigili del fuoco è sempre fondamentale il ruolo dei tecnici
Infortuni sul lavoro: insieme ad ambulanze e Vigili del fuoco è sempre fondamentale il ruolo dei tecnici

Se l’infortunio sul lavoro chiama, è la squadra Tdp che risponde. Nel 2019 sono stati 240 i casi di infortunio lavorati da Ats Brescia attraverso i «Tecnici della prevenzione», ai quali è affidato il compito di verificare le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, anche e soprattutto in caso di incidenti gravi. Tre le squadre di intervento sul campo, 24 ore su 24. Ed è proprio in Franciacorta che i tecnici hanno maturato una particolare competenza. «LA PRIMA VOLTA che sono venuto a contatto con questa figura lavoravo in una filatura come capoturno - ricorda il coordinatore dei Tdp Equipe Psal Franciacorta, Fabrizio Ferrari -. Osservavo con curiosità chi distribuiva in reparto delle strane macchinette, con filtri per rilevare la polvere nell’aria e misuratori del rumore. Qualche anno dopo anche io avrei armeggiato con quelle attrezzature». Un lavoro, quello dell'operatore che si occupa di sicurezza, che diventa una missione: «Nel 1986, la crisi del tessile e il ricordo di quel tecnico, mi portarono a cambiare la fabbrica e a salire le scale della palazzina di fronte all’ospedale di Iseo per il primo giorno di lavoro al Servizio N°1, così si chiamava allora». Il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro ha una sede centrale a Brescia. Le attività sul territorio sono garantite in tre aree, con altrettante squadre: medici del lavoro, assistenti sanitarie, personale infermieristico, tecnici della prevenzione. «NOI - racconta il tecnico - siamo le persone che vedete arrivare in un cantiere dove si sta costruendo una casa, si sta rimuovendo una copertura in cemento amianto. Siamo gli operatori che arrivano insieme ai carabinieri e ai Vigili del fuoco quando si verifica un infortunio a un lavoratore». Ogni caso grave viene gestito nell’immediatezza: «Quello che non si sa - sottolinea il coordinatore - è che quando arriviamo sul posto tutta la situazione viene coordinata da noi, gli atti conseguenti, le indagini sulla dinamica, sulle responsabilità, gli interrogatori delle persone e le conclusioni che porteranno l’inchiesta all’attenzione della magistratura». E la prevenzione? Viene affidata a una vigilanza programmata che porta la Psal nelle aziende, nei cantieri, in agricoltura dove rilevano la condizione degli ambienti, delle macchine, dei dispositivi di protezione: «Se troviamo criticità - spiega - le evidenziamo, dando il tempo necessario per adeguarle alla norma. In qualche caso sequestriamo come ufficiali di Polizia giudiziaria». UN LAVORO complesso, che ha bisogno di diverse competenze: tecniche, giuridico-legislative, relazionali e di comunicazione, ma anche umane e di gestione delle emozioni per le diverse situazioni, spesso drammatiche, con cui gli operatori si trovano a confrontarsi giornalmente: «Non è facile - spiega Ferrari - gestire le emozioni di fronte a casi di infortunio drammatici, che hanno condotto alla morte del lavoratore. Come non lo è gestire la relazione con i parenti dell’infortunato. Ho ancora il ricordo dei miei primi infortuni con esito mortale, avvenuti a poco tempo di distanza. In uno si trattava di un giovane di 18 anni, all’inizio della sua attività come lavoratore, e nell’altro un lavoratore esperto a pochi mesi dalla pensione: La metafora di quanto il pericolo possa sempre essere presente nel nostro percorso professionale». •

Simona Duci
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