Il degrado alla stazione si combatte con i colori

Uno dei 13 murales dell’artista Nepal: è un quadro celebrativo dell’anno vissuto dalla città di Chiari come «Capitale italiana del libro»
Uno dei 13 murales dell’artista Nepal: è un quadro celebrativo dell’anno vissuto dalla città di Chiari come «Capitale italiana del libro»
Uno dei 13 murales dell’artista Nepal: è un quadro celebrativo dell’anno vissuto dalla città di Chiari come «Capitale italiana del libro»
Uno dei 13 murales dell’artista Nepal: è un quadro celebrativo dell’anno vissuto dalla città di Chiari come «Capitale italiana del libro»

È uno dei cimenti più importanti di sempre, nel tentativo di ridare adeguato decoro alla stazione ferroviaria di Chiari, da anni preda di un degrado che sembrava irreversibile, ma che è ancora possibile riscattare. Il Comune, in occasione di «Chiari capitale del libro», ha inaugurato con l’artista romano Napal ben 15 murales realizzati sulla parete a ovest, a ridosso del binario 3. Il progetto è stato studiato con la Rassegna della Microeditoria per valorizzare un’area critica come lo scalo ferroviario, oggetto da oltre 20 anni di tentativi di recupero. Un incontro tra arte urbana e letteratura un modo per lasciare un segno indelebile della bellissima avventura di «Chiari prima capitale italiana del libro» in uno dei luoghi più delicati della città. «Ho realizzato 12 moduli - spiega l’artista Napal, al secolo Marcello Saolini, romano 45 anni -. Il 13esimo modulo invece è tutto dedicato a Chiari capitale del libro. È stato un lavoro duro ma ricco di soddisfazioni: ci ho messo cinque giorni». Nepal è oggi nel suo genere un artista fra i piùrichiesti d’Italia e lavora anche come illustratore per case editrici. Stradearts urban gallery è il nome del progetto che ha avviato proprio per abbellire le strade d’Italia: «La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno», è il titolo di quest’opera che prosegue tentativi di recupero della stazione che affondano nei primi del 2000 quando il sindaco di allora Mino Facchetti accompagnò alcuni alunni delle scuole dell’obbligo con quadretti decorativi da appendere nello scalo, oggetto anche allora di vandalismo e piccola criminalità. Quei quadretti finirono, per la stessa inciviltà, distrutti sui binari. Ma negli anni le Amministrazioni hanno promosso una serie di iniziative che hanno prodotto il recupero del sottopasso, la cancellazione del binario morto numero 3, la messa in sicurezza degli accessi alla sala d’attesa e ora quest’opera d’arte. •.

Massimiliano Magli

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