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29.09.2020

Il rapinatore tradito dal «vizio»

I carabinieri hanno arrestato l’autore della rapina alla sala giochi
I carabinieri hanno arrestato l’autore della rapina alla sala giochi

Come l’assassino anche il rapinatore a volte torna sul luogo del delitto. Una leggerezza risultata fatale al 30enne marocchino che il primo agosto a Ospitaletto, armato di una bottiglia di vetro scheggiata aveva assaltato un bar prima e una sala giochi poi. Solo il colpo al punto scommesse era riuscito fruttando poco meno di 500 euro. A quasi due mesi di distanza i carabinieri della stazione di Ospitaletto hanno chiuso il caso fermando il rapinatore anche grazie alla prontezza di spirito di una delle persone che aveva assistito al raid. Dopo aver seminato il panico in via Padana Superiore minacciando le vittime con la scheggia di vetro, il 30enne era riuscito a fuggire nonostante la tempestiva segnalazione ai carabinieri. Nei giorni scorsi però, credendo di averla fatta franca, il responsabile del raid è tornato alla sala giochi mescolandosi con i clienti. Ma è stato riconosciuto da una dipendente dell’esercizio che ha telefonato alla centrale operativa dei carabinieri. Sul posto è arrivata una pattuglia di militari della stazione di Ospitaletto che grazie alle immagini girate dalle telecamere a circuito chiuso del sistema di videosorveglianza, si sono messi sulle tracce del rapinatore che è stato identificato e fermato dopo pochi minuti. Portato in caserma, gli accertamenti attraverso i database dell’archivio del ministero degli Interni, gli inquirenti hanno appurato che l’autore delle rapine era clandestino sul territorio nazionale perché già colpito da provvedimento di espulsione. Una circostanza che unitamente alla gravità degli indizi a carico del 30enne, ha giustificato la convalida del fermo di indiziato di delitto da parte del tribunale. •

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