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18.08.2019

«Io minacciato con un coltello ma i rapinatori restano liberi»

Il supermercato «Di Più» finito nel mirino di due fratelli di Chiari fermati dai carabinieri dopo poche ore
Il supermercato «Di Più» finito nel mirino di due fratelli di Chiari fermati dai carabinieri dopo poche ore

Ieri pomeriggio è tornato regolarmente al lavoro nell’hard discount della catena «Di Più», gestito in franchising dalla famiglia a Pontoglio. Non è scosso, ma incavolato. I rapinatori armati che ha messo in fuga con una pronta reazione sono stati identificati e deferiti alla procura, ma restano liberi. La flagranza è decaduta e non c’erano i presupposti per arrestare la coppia di banditi. Legittima tuttavia l’indignazione di Luca Beluzzi che venerdì mentre era alla cassa del discount, con la nonna impegnata al banco degli affettati, ha sventato la rapina. Il 18enne, studente universitario in Informatica, ha identificato i due rapinatori fermati dai carabinieri di Chiari. «Quando ho affrontato quei due individui armati di un coltello non ho avuto paura - svela Luca Beluzzi -. Nessun tentennamento neppure a identificarli. Sapere che sono liberi però mi crea un filo d’ansia, non perché sia pentito di quanto fatto ma perché, alla faccia del decreto sicurezza, le persone che mi hanno minacciato sono in giro e in teoria potrebbero tentare di vendicarsi. Erano pronti a tutto. Uno di loro impugnava un coltello da macellaio e se non lo ha potuto usare è stato per la mia reazione». Luca Beluzzi ripercorre gli interminabili minuti dell’irruzione. «Venerdì pomeriggi mi ero messo alla cassa per aiutare la nonna che era al banco mentre mia mamma lavorava nel magazzino. Nel punto vendita a quell’ora c’era una sola cliente quando sono entrati due ragazzi a volto scoperto con un cappellino con visiera a becco che scendeva sugli occhi». I due rapinatori si sono inizialmente spacciati per clienti. «Avevano entrambi meno di 30 anni - spiega Luca Beluzzi -. Si sono guardati in giro, hanno parlottato tra loro e in due o tre minuti sono arrivati alla cassa: ero seduto e stavo chattando sullo smartphone, quando uno di loro ha estratto il coltello puntandolo sul nastro mentre l’altro, senza alzare la voce, mi ha fatto segno di stare in silenzio, dicendomi “Prendi i soldi e dammeli”». Luca ha alzato la testa e riflettuto per qualche istante. «Poi ho gridato “nonna” per richiamare la sua attenzione e mi sono alzato - rimarca lo studente -. Loro sono rimasti interdetti, ho tolto le chiavi dalla cassa e le ho buttate a terra». A quel punto la situazione ha rischiato di degenerare. «Mi hanno pressato spingendomi indietro verso la vetrata - racconta Luca Beluzzi - poi quando quello che impugnava il coltello l’ha allungato verso di me, gli ho afferrato il polso l’ho piegato per deviare la lama dal mio corpo spingendo via l’altro. Si devono essere spaventati e sono scappati dalla porta». AD AIUTARE LUCA Beluzzi i suoi trascorsi sportivi: da ragazzo ha frequentato una palestra di pugilato. Non ha esitato a inseguire la coppia di rapinatori che ha scavalcato il bancone uscendo dal supermercato. Li ha visti salire su una Opel Meriva che sgommando è partita in direzione di Palosco. A quel punto, lo studente che era a sua volta salito sulla sua auto per proseguire l’inseguimento ha desistito. La nonna, che con il marito aveva avviato l’attività nel 1965, non ha avuto neppure il tempo di spaventarsi. «Mio nipote che li ha fatti scappare, ha un gran coraggio - ammette -. Io mi sono accorta della rapina perché mi ha chiamato, ma sono riuscita a vedere che i due erano scappati verso Palosco dove penso avessero la macchina». I DUE RAPINATORI sono stati identificati e fermati nel giro di poche ore. Si tratta di due fratelli: il maggiore, 35 anni abita con la compagna a Pontoglio, il minore di 10 anni più giovane risiede a Chiari. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giancarlo Chiari
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