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15.06.2019

Bonifica delle Lamette, i volontari disertano

Condizioni del lago, scelta del tempo, assicurazioni e mezzi operativi: tutti elementi che si sono combinati creando un incidente politico che sicuramente peserà sulla prossima giornata di ripulitura dalla plastica (e non solo) delle Lamette; la parte a lago della Riserva naturale delle Torbiere del Sebino. In sintesi, il 22 giugno gli Amici della Torbiera non ci saranno, e in questo modo manifesteranno il loro dissenso sulle modalità operative. Modalità di cui si è discusso giovedì sera a Sarnico, nella sede dell’Autorità di Bacino, alla presenza di tutti gli attori e anche del viceprefetto. In occasione della quarta operazione di pulizia si è deciso di effettuare il servizio di recupero del materiale inquinante solamente dalle imbarcazioni: una scelta dettata dalla necessità di garantire la sicurezza. «In questi giorni il livello del lago è molto alto - ha ricordato Emma Soncini, presidente dell’ente gestore della Riserva -. Dobbiamo assicurarci che tutti possano operare nelle condizioni migliori. Per questo, nessuno, tranne i sommozzatori, potrà scendere dalle imbarcazioni, e ognuno dovrà utilizzare attrezzi per il recupero come le reti, i rastrelli, gli arpioni». La cosa però non è appunto piaciuta agli Amici della Torbiera, i quali con un post sulla propria pagina social hanno annunciato che non prenderanno parte alla mattinata, in aperta polemica con chi ha scelto le modalità di intervento. «Crediamo che questo non sia il modo corretto di agire - ha spiegato Matteo Lanciani, il portavoce -. Se l’acqua è alta bisogna rimandare. Posso capire la doverosa sicurezza, ma riteniamo che con questo metodo non si possa fare un intervento efficace, ma anzi si crei più confusione che altro. Considerando poi il delicato periodo per la nidificazione dell’avifauna il rapporto costo benefici è negativo». «È NECESSARIO un piano reale programmatico e continuativo - continua Lanciani - delineato da professionisti che almeno una volta abbiamo visitato i luoghi interessati dall’intervento per comprendere difficoltà e particolarità, far le cose tanto per farle non ha senso ed è controproducente». «La situazione è semplice - replica a distanza Soncini -: per operare serve un assicurazione personale, oltre a quella generale che attiviamo a ogni uscita. Chi non ce l’ha non può partecipare. Così è anche con le imbarcazioni: se non rispettano certe caratteristiche, non si possono utilizzare. Questa non è una scampagnata tra amici: occorre serietà. Di materiale da raccogliere ce n’è, non si tratta di qualche bottiglia, ma di una vera discarica». •

Alessandro Romele
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