CHIUDI
CHIUDI

10.10.2019

Ca’ del Bosco sempre più in alto Nuovi vigneti sul monte di Iseo

Le superfici interessate si trovano a 500 metri sul livello del mare Maurizio Zanella di Ca’ del Bosco
Le superfici interessate si trovano a 500 metri sul livello del mare Maurizio Zanella di Ca’ del Bosco

Ca’ del Bosco si espande e punta a realizzare due nuovi vigneti sul monte di Iseo. Come primo passo, giusto in questi giorni ha depositato in Comune e inviato alla Comunità montana del Sebino bresciano la richiesta di ricacciare indietro la vegetazione che ha invaso prati e terrazzamenti da anni abbandonati a se stessi nelle località Santa Teresa e Forcella. Boschi cresciuti ai bordi dei 30 ettari di terreno che erano di proprietà di tre diversi soggetti, tra cui una cooperativa sociale, e che sono stati acquistati di recente dall’azienda vitivinicola che ha sede a Erbusco ed è presieduta da Maurizio Zanella. IL TAGLIO delle piante e lo sfalcio dei rovi infestanti farà tornare coltivabile, com’era in passato, l’intera area. Una vasta superficie che si spinge sin quasi ai confini con Sulzano, a Nord, e con Polaveno e Monticelli Brusati, a Est. Al suo interno si incuneano le Piane di San Martino, di proprietà dell’Avicola Guerrini, dove sono ancora parzialmente attivi i capannoni ex «Cip-Zoo». A METÀ degli anni ’90 urbanisti e pianificatori si accapigliarono su quale proposta di riutilizzo potesse aprire nuovi orizzonti al monte di Iseo. Allora si parlò di iniziative turistico-immobiliari di grande respiro, di un golf a 18 buche, di maneggi, alberghi, ristoranti e strutture per il tempo libero. Alla Forcella, in particolare, si progettò di trasformare i circa 6000 metri cubi di stalle, fienili e fabbricati rurali- un piccolo borgo circondato da 15 ettari di verde- in una casa vacanze per disabili che affiancasse le attività del «Tonini» e dei quattro centri socio-educativi promossi dall’Anfass nel Bresciano. Tutto rimasto sulla carta. A distanza di 20 anni si è tornati all’agricoltura. Santa Teresa e Forcella, anche se non saranno interamente vitate, diventeranno comunque uno dei vigneti d’altura più estesi del Bresciano. Un altro tassello della strategia di sviluppo ideata da Ca’ del Bosco per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici. Una strategia avviata guardando alle colline del Basso Sebino. Nel 1985, a Clusane, in località Belvéder, a 400-450 metri sul livello del mare, sono stati piantati pinot nero e chardonnay. I TERRENI a Santa Teresa e alla Forcella si trovano invece a 500 metri di altitudine, poco al di sotto della quota-limite fissata per la produzione di vini dal disciplinare del Franciacorta, quota che è di 550 metri. È presto per entrare nei particolari di quali tipi di vite lì saranno coltivati. Ca’ del Bosco, stando alle voci raccolte in loco, pare orientata a mettere a dimora vigneti biologici e biodinamici. Una scelta che tiene conto non solo dell’altitudine, ma anche della pedologia e della vocazione agraria dei luoghi. •

Giuseppe Zani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1