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04.03.2019

Clusane come un actors studio Maderno offre un tuffo nel ’500

Un’orchestra di viole mobilitata per lo spettacolo di Maderno
Un’orchestra di viole mobilitata per lo spettacolo di Maderno

Giuseppe Zani Luciano Scarpetta Il linguaggio del Carnevale di Clusane continua a evolvere. E continua a crescere anche il gradimento della festa. Ieri, complice anche la giornata primaverile l’evento ha radunato forse diecimila persone che si sono divertite a sfilare in maschera e a godersi sul lungolago le esibizioni dei 12 gruppi partecipanti. I carri allegorici oramai fanno solo da sfondo: in primo piano ci sono attori e ballerini che precedono gli allestimenti e, sfruttando colonne sonore coinvolgenti, danno vita a coreografie molto dinamiche, trascinando il pubblico a mimare passi di danza e ad applaudire senza risparmio. PARTICOLARMENTE apprezzati sono stati «I Cosacchi» del rione San Salvatore di Tagliuno (Bergamo) che, come vento che soffia e travolge ogni cosa, hanno dato un simpatico saggio della loro carica di vitalità. Il rione Castello, invece, sempre di Tagliuno, ha rievocato, ironizzando su miti, dei ed eroi, il mondo dell’antica Grecia. Molto creativo il gruppo «Le Meduse» proveniente da Provaglio d’Iseo: ha proposto un forte messaggio ecologista utilizzando materiali semplici e di recupero come veli e ombrelli. Dedicata a un excursus sui videogiochi, da Tetris a Fortnite, l’animazione inscenata dai bambini di Cremignane. Era invece ispirato ad Aladin il carro realizzato da Clusane, mentre Urago d’Oglio è tornato sul tema del made in Italy che è preda degli investitori cinesi portando in sfilata «L’impero del Dragone si è mangiato l’Italia in un boccone». Gli «Amici del Carnevale» di Corte Franca hanno preferito essere ecumenici recitando e ballando attorno all’allestimento «Aggiungi un posto a tavola», e il «team Forca» di Capriolo, con «Toy Story» ha affrontato il tema dell’amicizia contrapponendo la concretezza dei giocattoli tradizionali all’IPad. C’e stato persino il brivido dell’annuncio al microfono che un bimbo, Marco, si era perso: è stato prontamente riconsegnato, piangente, ma ancora con la sua mascherina indosso, alla mamma. Alla fine, un sosia di Elvis Presley ha chiuso in bellezza la sarabanda. Soddisfatti, ovvio, gli organizzatori, i giovani de’ «L’Ago di Clusane». Dal Sebino al Garda per parlare del Carnevale rinascimentale di Maderno, con violoncelli, musiche e costumi d’epoca che ieri pomeriggio hanno occupato lo sfondo del Golfo. Per l’occasione (domenicale) attraversato anche dalla consueta, lenta e altrettanto opulenta coda di automobili in lenta marcia verso la città. Più che una festa di Carnevale uno spettacolo vero e proprio, partecipato e applaudito dalla folla dei vacanzieri assiepata fino a bordo della statale. Grazie al lavoro sartoriale del laboratorio di teatro e musica recentemente inaugurato al civico 71 di via Benamati, l’associazione teatrale Christian Hubmann ha catapultato gli spettatori in pieno Rinascimento, quando i rampolli della nobile famiglia mantovana di governanti scrivevano proprio a Maderno gaudenti pagine con Eleonora Gonzaga, moglie di Vincenzo nata de’ Medici. LO SPETTACOLO ha abbracciato diverse generazioni di Gonzaga. In compagnia di Torquato Tasso, Ludovico Ariosto e Miguel de Cervantes Saavedra, oltre che di Veronica Gambara, Gaspara Stampa e Ippolita Torelli Simonetta, lo show ha vissuto di momenti d’amore, sonetti, gesta eroiche e gran disastri frullati dalla «chimerica macchina del tempo» con la partecipazione straordinaria dell’Orlando Furioso e di Don Chisciotte. Tra gli attori protagonisti in piazza non hanno sfigurato neppure i numerosi volontari che sabato pomeriggio si sono presentati alla sede dell’associazione per provare gli abiti di scena. Qualcuno meno intraprendente si è limitato a banchettare a corte con i regnanti, altri si sono esibiti in danze applaudite accompagnati dalle musiche del complesso di viole «Ensemble Insolitus» diretto da Daniela Savoldi. •

Giuseppe Zani Luciano Scarpetta
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