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08.11.2019

«Torbiere, i cacciatori sono in cabina di regia»

Le Lame e le Lamette viste dall’alto
Le Lame e le Lamette viste dall’alto

Una Riserva naturale dedicata alla tutela di un ambiente unico e ovviamente dell’avifauna gestita dai cacciatori? Sta succedendo per le Torbiere del Sebino, e qualcuno, ovviamente, si è posto un problema di opportunità. Anche perché la stessa Riserva è ancora alle prese con una forte pressione venatoria rappresentata dagli appostamenti di caccia fissi che la circondano, mentre per allontanare quelli galleggianti che completavano l’accerchiamento era stato necessario avviare una lunga battaglia legale poi vinta dalla Lac. Ora la stessa Lac (nazionale) è cofirmataria, insieme a Legambiente Brescia e alle direzioni nazionali di Lipu, Enpa, Wwf e al Gruppo intervento giuridico, di un documento che cita anche la Costituzione per chiedere a Commissione europea, Governo, Regione, Prefettura, Provincia, Comunità montana e sindaci interessati(di Iseo, Provaglio e Corte Franca), di «scongiurare con un intervento urgente una gestione che rischia di essere molto lontana dalle necessità di tutela di questa riserva e troppo vicina agli interessi del mondo venatorio». RICORDANDO i principi costituzionali (sanciti dall’articolo 97) del «buon andamento» e dell’«imparzialità» che devono caratterizzare l’agire pubblico, il perseguimento dell’interesse pubblico senza particolarismi, le associazioni sottolineano che nel nuovo Comitato di gestione delle Torbiere già presieduto da un capannista (Giambattista Bosio), quattro componenti su cinque sono cacciatori, «una situazione tanto anomala quanto incresciosa che non si era mai verificata nei quasi 40 anni trascorsi dall’istituzione della Riserva». Tutto ciò avviene mentre resta aperta una questione di peso: «Oltre alla revoca di soli 5 appostamenti fissi di caccia a lago, l’ente gestore non ha ancora provveduto all’attuazione, obbligatoria, di una nuova Valutazione di incidenza dell’attività di caccia complessiva allo scadere delle autorizzazioni degli appostamenti esistenti in prossimità del confine dell’area protetta». Anche per questo al nuovo Consiglio di gestione «è richiesta una imparzialità che può venir meno a causa degli interessi in gioco; proprio perché la quasi totalità dei membri sono rappresentanti del mondo venatorio. A partire dal presidente, titolare di appostamenti vicino alla Riserva che possono rappresentare un forte elemento di pressione sull’avifauna svernante». «Le Torbiere sono già sottoposte a numerose pressioni antropiche - è la chiusa delle associazioni -, tra le quali l’eccessivo afflusso turistico non controllato e lo scarico di reflui fognari dei Comuni confinanti, e richiederebbero una guida affidata a persone autorevoli, preparate e votate alla protezione di questo biotopo». •

P.BAL.
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