CHIUDI
CHIUDI

22.03.2020

L’emergenza colpisce anche i rospi del Sebino

Un rospo raccolto da un volontario per attraversare la stradaCon torce e secchi i volontari lungo  la provinciale in cerca di rospi da aiutare a oltrepassare la strada
Un rospo raccolto da un volontario per attraversare la stradaCon torce e secchi i volontari lungo la provinciale in cerca di rospi da aiutare a oltrepassare la strada

Alessandro Romele Iniziata a febbraio, proseguirà fino a primavera inoltrata la campagna 2020 per la salvaguardia del Bufo Bufo, il rospo che, dal Monte Alto in territorio di Cortefranca scende verso il Sebino a depositare le uova, per poi farvi ritorno. DAL 2010 a prendersi cura di questi anfibi è l’associazione ecologista Monte Alto: «Come ogni anno - spiega Alberto Gatti, che con la Guardia ecologica volontaria Francesco Econimo coordina la campagna - abbiamo posizionato le barriere in cellophane per diverse centinaia di metri a margine della strada che collega Clusane d’Iseo con Paratico. I rospi, scendendo a valle, rimangono di fatto bloccati da questa barriera. Noi volontari, ogni sera fino a quando il decreto sul virus ce l’ha permesso, ci siamo recati sul posto. Armati di secchi, torce, giubbini catarifrangenti e guanti, abbiamo aiutato i rospi ad attraversare la carreggiata, caricandoli nei secchi per poi portarli dall’altra parte della provinciale Sp12». Un’azione molto utile a evitare stragi di Bufo Bufo, che altrimenti sarebbero schiacciati dalle auto. «Grazie ad un accordo con i proprietari del villaggio Costa Verde - continua Gatti - siamo riusciti ad ottenere una via preferenziale per i rospi: sotto una rotatoria, sono stati posizionati due lunghi tubi. Qui facciamo convogliare le barriere, creando una “v” per favorire l’ingresso degli anfibi e rendere sicuro il tragitto per il lago». MA UN «AIUTINO» servirebbe: «Fino alla scorsa settimana ne abbiamo aiutati 1.200, un record, dovuto al caldo che ha accelerato la stagione degli amori. Per ora sono pochi i Bufo Bufo che utilizzano il percorso agevolato - dice il volontario -. Li abbiamo abituati bene o più probabilmente, l’illuminazione li intimorisce. Dovranno però necessariamente utilizzarlo, poiché in questi giorni non possiamo essere operativi. Torneremo ad aiutare i rospi a emergenza terminata». •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1