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13.07.2020

La «fabbrica dei pesci» ripopolerà l’Oglio

Il taglio del nastro dell’incubatoio ittico destinato a ripopolare l’OglioLa nursery degli avannotti segue il ciclo biologico della riproduzione
Il taglio del nastro dell’incubatoio ittico destinato a ripopolare l’OglioLa nursery degli avannotti segue il ciclo biologico della riproduzione

Barbi, cavedani, lucci, tinche e tutte le specie di pesce bianco torneranno a guizzare nelle acque dell’Oglio e nelle rogge, nei canali, nei fontanili della Bassa. È QUESTO l'obiettivo dell'incubatoio ittico di Orzinuovi, che dalla prossima primavera fornirà eserciti di avannotti destinati a rinvigorire la fauna locale falcidiata sia dalle attività dell'uomo sia dal pesce siluro e dal cormorano. In via Convento Aguzzano, nel cortile della scuola elementare che fino a mezzo secolo fa raccoglieva i bambini delle cascine orceane in riva all'Oglio e che è poi stata adattata a canile zonale, la Regione ha realizzato, in collaborazione con il Comune, l'incubatoio per l’attività di miglioramento delle specie ittiche tradizionali. L'impianto è stato inaugurato sabato dal sindaco Gianpietro Maffoni, alla presenza degli amministratori del Parco Oglio Nord e delle Guardie ecologiche del Parco, dei rappresentanti delle associazioni venatorie e di pesca sportiva. Sono intervenuti l'assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi e il consigliere del Pirellone Federica Epis» «Questa struttura è l'inizio di qualcosa di importante per il ripopolamento del nostro fiume ed in questo luogo c'è spazio per incrementare il progetto - ha detto Maffoni -. È la prima inaugurazione dopo la tragedia del coronavirus e sono lieto che essa avvenga proprio nel giorno anniversario della fondazione di Orzinuovi». La presenza in quest’area di un incubatoio risulta strategica in quanto nel bacino di riferimento non esistono impianti attivi destinati al ripopolamento. La struttura seguirà i cicli biologici della natura operando durante i normali momenti riproduttivi delle specie ittiche, gestendo la delicata fase di fecondazione e schiusa in un ambiente controllato per la successiva immissione degli avannotti nell'areale di provenienza. La Regione ha investito 50 mila euro, mentre la gestione dell'incubatoio sarà a carico del Comune. La realizzazione dell'impianto ha comportato la demolizione delle gabbie in metallo che ospitavano i cani e la trasformazione della struttura da sistema a celle a sistema a vasche. In queste vasche verranno allevati i riproduttori pescati nel fiume e nelle rogge della zona. Le uova deposte verranno raccolte nelle «bottiglie» dove l'acqua è tenuta in movimento ed alla temperatura ottimale e dopo la schiusa i piccoli verranno cresciuti in particolari cassette fino a quando saranno pronti per essere liberati. •

Riccardo Caffi
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