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18.09.2019

La Guardia costiera: «Troppi pazzi sul lago»

La Guardia costiera ausiliaria del  Sebino: 850 interventi in 5 mesi
La Guardia costiera ausiliaria del Sebino: 850 interventi in 5 mesi

Sono stati 5 mesi di attività e oltre 1.000 ore di lavoro, per 850 interventi dedicati alla sicurezza e al rispetto delle regole sulle acque e nei lidi del Basso Sebino. È IL BILANCIO stagionale della Guardia costiera ausiliaria, di stanza al Lido Nettuno a Sarnico: in forza 26 marinai volontari al comando del Capocentro operativo Diego Nolli, dotati di gommone e imbarcazione, sempre pronti in caso di necessità. Il principale impegno è informare bagnanti e diportisti sulle regole per una corretta fruizione del lago, in una stagione impegnativa, che ha evidenziato come manchi nel pubblico una cultura della sicurezza: «Quello che più ci preoccupa - sottolinea Nolli - è la navigazione ad alta velocità da parte di motoscafi e imbarcazioni nella fascia di sicurezza davanti alle spiagge. Un altro problema riscontrato riguarda i bagnanti, che troppo spesso nuotano senza segnalazione in acque profonde: sono situazioni molto pericolose, che dobbiamo assolutamente azzerare». I volontari della Guardia costiera, sottolinea Nolli, non sono soccorritori o infermieri: si occupano esclusivamente di prevenzione e informazione. L’attività, anche sui «social», è massima. «Durante i nostri costanti pattugliamenti a piedi - continua Nolli - davamo informazioni ai bagnanti sui rischi di un non corretto approccio alla balneazione». «Ci piace mettere in evidenza - spiega il Capocentro del Sebino - che l’ufficiale superiore della Guardia costiera in arrivo da Roma ha voluto parlare con noi per essere informato sulla sicurezza sul Sebino. Segno che il nostro lavoro non passa inosservato». La possibilità di un distaccamento della Guardia costiera Militare a Iseo, che potrebbe concretizzarsi, trova d’accordo i volontari sebini: «Ben venga questa soluzione: i militari saranno un punto di riferimento grazie alla loro professionalità di livello altissimo. Doveroso sottolineare anche il lavoro dell’Autorità di bacino, che si sta spendendo molto per la sicurezza». •

Alessandro Romele
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