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10.04.2020

La ripresa inizia tra le viti del Franciacorta

Nonostante la crisi, la Franciacorta sta preparando le vigne Da Iseo a Rovato le piante hanno  già messo i germogli
Nonostante la crisi, la Franciacorta sta preparando le vigne Da Iseo a Rovato le piante hanno già messo i germogli

Alessandro Romele Madre Natura non si ferma, nonostante tutto. Il ciclo della vita va avanti, con o senza Coronavirus: lo sanno bene gli agricoltori, in questi giorni impegnati al lavoro nei campi, che diversamente da altre attività, non può certamente essere rimandato. Il basso Sebino e la Franciacorta sono aree dedicate quasi esclusivamente alla coltivazione della vite e alla produzione del Franciacorta Docg. Per mantenere alta la qualità, in questo periodo è iniziata la preparazione della stagione vitivinicola. TRA I PROTAGONISTI, la Cooperativa sociale Clarabella Agricola, che da tempo ha optato per la filosofia «bio», quindi minimizzare l’impatto sull’ambiente, preservando la biodiversità e riducendo l’utilizzo di acqua. «In questo periodo - spiega Aldo Papetti, responsabile dell’area viticoltura e olivicoltura per Clarabella - stiamo ultimando la sistemazione dei nostri 11 ettari di vigneto tra Iseo, Rodengo Saiano e Rovato. Le viti sono già state potate e legate, nei giorni scorsi. Ora è necessario procedere ad una prima lavorazione del terreno». Vengono smosse le zolle di terra, per far riscaldare il suolo e le radici. In questo modo si ottiene un’ossigenazione della terra, che si riattiva. «LE PIANTE stanno germogliando - continua Papetti -. In questo momento togliamo dai rami i germogli che non servono e cerchiamo di contenere la crescita di erba alla base dei filari». Quindi, a maggio, sarà la volta della schermatura del vigneto, e ad inizio estate quella dell’accollamento e della sfogliatura. Tutto questo, sperando che il clima non abbia voglia di fare scherzi: «Lo scorso anno - ricorda infatti il responsabile del settore vitivinicolo di Clarabella - siamo stati fortunati. Le gelate primaverili e le temibili grandinate hanno solamente sfiorato i nostri terreni, mentre altri agricoltori non sono stati così fortunati». Se tutto andrà per il meglio, in autunno si potrà procedere alla vendemmia in tutta tranquillità, e produrre chardonnay e pinot nero per il famoso Franciacorta Docg. •

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