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17.04.2019

Lago di Iseo,
sorveglianza
a mezzo servizio

La Guardia costiera ausiliaria sarà operativa soltanto nei week end
La Guardia costiera ausiliaria sarà operativa soltanto nei week end

Alla vigilia del ponte di Pasqua che aprirà ufficialmente la stagione turistica sul lago d’Iseo è stata sottoscritta una convenzione che innalza il livello di sicurezza del Sebino. L’intesa stretta tra Guardia costiera ausiliaria del Sebino e l’Autorità di Bacino prevede un pattugliamento in acqua durante i fine settimana, della squadra coordinata dal capocentro operativo Diego Nolli.

LA SORVEGLIANZA riguarderà il bacino compreso tra Iseo, Paratico, Sarnico e Predore. L’attività di controllo seguirà le linee impartite dalle polizie Provinciali di Bergamo e Brescia. «L’obiettivo è di rendere più sicura la zona dei lidi - afferma Nolli -. I nostri compiti in acqua sono quelli di fare informazione e prevenzione, segnalare eventuali infrazioni o pericoli alle forze dell’ordine e ovviamente prestare soccorso alle vittime di incidenti». La convenzione, di durata triennale, prevede la presenza della Guardia Costiera durante i week end compresi tra maggio e settembre. «In questi anni di servizio - continua Nolli –, abbiamo sempre dimostrato di essere pronti anche durante la stagione invernale, per diverse azioni: è l’esempio del recupero di reti-killer, o del segnalare eventuali atti o situazioni contro il patrimonio, sia ittico che ambientale». Nell’operazione lago sicuro saranno coinvolti 20 volontari. «Ovviamente - rimarca Diego Nolli, con una vena polemica - noi e altre organizzazioni di volontariato siamo presenti durante i fine settimana, mentre gli altri giorni sono scoperti. Ecco perché ribadisco la necessità che i Comuni rivieraschi, l’autorità di Bacino, le Comunità Montane del lago, attivino un presidio della Guardia costiera operativa 24 ore su 24, almeno nei mesi primaverili ed estivi». Tra le emergenze da affrontare le reti abbandonate dai pescatori di frodo che vanno alla deriva mettendo a repentaglio l'incolumità dei bagnanti e penalizzando la navigazione. Dall'inizio dell'anno sono stati recuperati tre chilometri di trappole. C'è poi il problema dei divieti di balneazioni spesso violati che innalzano il rischio di annegamenti. Non meno grave l'illegalità diffusa in materia di norme di sicurezza dei diportisti.

Alessandro Romele
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