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04.10.2019

Trasforma
l’amante in schiava:
condannato

Condanna a 6 anni e 4 mesi per violenza, estorsione, maltrattamenti
Condanna a 6 anni e 4 mesi per violenza, estorsione, maltrattamenti

Una vicenda con accuse pesanti: dai maltrattamenti alle lesioni, all’induzione alla prostituzione fino all’estorsione. Una vicenda in cui l’imputato è stato considerato colpevole di tutti i reati e condannato a sei anni e quattro mesi di carcere. La richiesta dell’accusa era stata di otto anni. Ma per il 39enne di Ospitaletto, ai domiciliari in un’altra città, la condanna ha avuto ripercussioni emotive, al punto che uscito dall’aula del gup Alberto Pavan si è sfogato con la moglie: «Mi hanno ammazzato amore mio, hanno voluto crocifiggere me per la violenza sulle donne». PAROLE CHE LASCIANO intendere come la parte civile in questa vicenda non sia la moglie. Si tratta della personal trainer di body building con cui aveva una relazione. Proprio per questa relazione con l’allievo sposato aveva interrotto quella con il fidanzato. Questo però aveva comportato la necessità di cercare una nuova casa. E aveva trovato ospitalità nella taverna dell’abitazione dell’allievo. Questo, nonostante la presenza in casa della moglie a cui l’ospite sarebbe stata imposta. Una relazione con conseguenze che nella ricostruzione accusatoria si sono rivelate pesantissime per la donna «ospitata». Innanzitutto botte. L’imputato ha ammesso di averle dato «due schiaffi». Ma dalle indagini è emerso che ci sarebbe stato molto di più. E poi sempre nella ricostruzione accusatoria, frasi pesantissime nei confronti della personal trainer. Quindi l’estorsione, con la richiesta di 2 mila euro, cifra che la parte civile avrebbe dovuto versare «se voleva uscire dalla sua vita». In questo caso la vittima si rivolse, secondo quanto ricostruito, all’ex datore di lavoro che le assicurò d’aver ottemperato alla richiesta, consegnando il denaro, senza averlo mai fatto. MA IL 39ENNE è stato chiamato a rispondere anche d’aver obbligato la vittima a sottostare a regole di condotta decise da lui. La personal trainer non doveva indossare pantaloni aderenti o vestiti regalati da altri. E nemmeno usare il rossetto rosso, non fare entrare nemmeno il postino e non salutare conoscenti uomini per strada, fino a non stringere la mano e non dare i tre baci di saluto. Ma, molto più grave, le avrebbe detto che doveva iniziare a prostituirsi. L’incubo è finito quando la vittima ha cercato aiuto dai familiari che hanno sporto denuncia. È assistita dall’avvocato Luigistelio Becheri. La moglie dell’imputato ha sempre negato tutto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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