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16.06.2019

«Delitto Bani, la Tunisia deve consegnare Mootaz»

Chaanbi Mootaz e Daniela Bani
Chaanbi Mootaz e Daniela Bani

La condanna, definitiva, a 30 anni di reclusione, di Chaanbi Mootaz è al centro di prese di posizione delle istituzioni. «CON LA CONFERMA della condanna in Cassazione dell’omicidio di Daniela Bani, la Tunisia consegni all’Italia l’assassino Chaanbi Mootaz. In base alla convenzione tra i due Stati infatti, all’articolo 15, è espressamente prevista la consegna e l’espiazione della condanna in Italia. Sappiamo che nel corso degli anni la Tunisia ha sempre temporeggiato ma di fronte a una sentenza definitiva non ci sono ragioni per ritardare la consegna. Ci auguriamo che i ministri Bonafede, Moavero e Salvini si mobilitino per avere definitivamente giustizia». È quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di FdI, commentando la conferma della Cassazione della condanna a 30 anni del tunisino colpevole dell’omicidio di Daniela Bani, uccisa in casa a Palazzolo nel settembre del 2014. La sentenza di terzo grado è stata letta due giorni fa. Chaanbi Mootaz è in carcere, in Tunisia, da febbraio. Il delitto era stato particolarmente efferato: Daniela Bani, nell’appartamento in cui viveva con il marito e i figli era stata colpita da 37 coltellate, con uno dei bambini in casa. Poi Chaanbi Mootaz aveva affidato i due figli a un amico dicendogli di portarli ai suoceri la sera. Quindi la fuga in aeroporto e il ritorno in Tunisia. Da lì aveva chiamato i familiari della moglie dicendo: «Daniela è in casa, morta». Da un punto di vista della pena, il caso è chiuso, rimangono però altre incognite. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.P.
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