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03.07.2019

Nella terra di nessuno dei cantieri in abbandono adesso regna la paura

Il cantiere incompiuto di via Cortevazzo: residenti preoccupati
Il cantiere incompiuto di via Cortevazzo: residenti preoccupati

Pesa sullo sviluppo di Palazzolo la speculazione che nei primi anni 2000 cancellò il Piano degli urbanisti del Politecnico, con 500 mila metri di aree edificabili, per adottarne uno con oltre un milione di metri. Il risultato è evidente oggi: la crisi dell’edilizia e la contrazione degli investimenti hanno lasciaro diversi cantieri «incompiuti». Alla crisi edilizia si sono aggiunte le normative su edifici storici, che hanno impedito il recupero di fabbricati come le Case operaie di via Marconi e via Attiraglio. Fallito il recupero ex Italcementi (il progetto dovrà tornare in Consiglio comunale), si è fermato anche il progetto di via Cortevazzo, villaggio residenziale e edifici di prestigio, che recuperava le volumetrie di ex fonderia Marzoli e ex Ormu. La causa è il fallimento dell’impresa che aveva già costruito rotatorie e marciapiedi tra i due lotti. E ancora: sull’area della ex fonderia restano fondazioni e scavi e, sull’altro lato della strada, due grandi immobili quasi finiti, come l’enorme condominio costruito sull’ex mulino Betti. Ma anche queste, come le due grandi aree di ex Italcementi ed ex cotonificio Ferrari, prive di controllo sono diventate gradualmente aree a rischio sul fronte della sicurezza. CARABINIERI e Polizia locale, a dicembre, hanno stroncato l’insediamento di spacciatori e tossicodipendenti tra i condomini dell’ex Filanda e l’ex mulino, ma adesso a lamentarsi sono i residenti del quartiere San Rocco, di cui fa parte via Cortevazzo, che hanno raccolto firme rivolgendosi alla Lega per segnalare il disagio. Il capogruppo Stefano Raccagni, della Lega, rincara la dose: «Nonostante le promesse, nella zona non è cambiato nulla. I cittadini ci invitano a mettere fine alle chiacchiere e a puntare sui fatti. Quella zona è un ritrovo di sbandati che fa paura». Francesco Marcandelli, assessore all’Urbanistica, ha replicato: «Siamo intervenuti più volte e continuiamo i controlli, oltre ad aver prescritto al curatore fallimentare di chiudere gli accessi. Ma è singolare che Lega cavalchi il degrado nato delle sue scelte urbanistiche».

G.C.C.
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