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24.08.2019

Passerelle e ascensori: prendere il treno diventa un percorso a ostacoli

Lavori infiniti e problemi di accessibilità per i pendolari di Palazzolo
Lavori infiniti e problemi di accessibilità per i pendolari di Palazzolo

Da lunedì scorso la passerella pedonale del ponte della ferrovia Bergamo-Brescia, tra Palazzolo e Cividino di Castelli Calepio, è chiusa: uno «stop» al passaggio che durerà un mese, fino al 20 settembre. PER RAGGIUNGERE a piedi la stazione dalla frazione bergamasca, molto utilizzata anche da pendolari e cittadini di Palazzolo, resta soltanto lo scomodo e stretto marciapiedi sull’altro lato dell’unico binario che corre sul ponte, e che fra l’altro viene percorso da treni veloci come i Freccia Rossa e i Freccia Argento. In via Calci il cartello sulla recinzione del cantiere indica durata, importo dei lavori e impresa. Sul lato bergamasco dello sbarramento ci sono le stesse date, ma mancano sia la delibera del Comune che il nome di chi eseguirà i lavori dei 180 metri di passerella bergamasca. Una pensionata del Cividino ha commentato: «Spero la sistemino tutta, non solo il tratto di Palazzolo: il sindaco di Castelli Calepio ha detto che troverà i soldi per fare il pezzo che parte dal Cividino, ma sul cartello non c’è nulla. Non vorrei che restasse chiusa fin quando trova i soldi: tra tre mesi arriva il freddo e non vorrei andare in stazione camminando lungo i binari». Il muratore al lavoro sulla passerella ha spiegato: «Siamo partiti lunedì da Palazzolo aprendo il cantiere in via Calci che ha chiuso la passerella. L’impresa ha fatto la stessa offerta al Comune di Castelli Calepio, con un importo diverso perché il tratto di passerella bergamasco è lungo più del doppio. Adesso sistemiamo i novanta metri di parapetto e poi di pavimentazione di Palazzolo e rispetteremo i tempi». E per il tratto bergamasco? «Quando ci dicono che ci sono i soldi faremo anche quello - è la risposta - ma non dipende da noi». MA ANCHE alla stazione di Palazzolo, a poca distanza dalla passerella, non hanno ancora finito i lavori previsti. Dallo scalo se ne è andato da mesi il capostazione e i sistemi sono stati automatizzati, l’ingresso è stato spostato sull’estremità del fabbricato e la vendita dei biglietti è affidata al bar. Rimosso un binario, rinnovati gli scambi, i marciapiedi, il sottopasso e gli ascensori, tutto sembrava pronto, ma sulle porte degli ascensori chiusi spicca il cartello «fuori servizio per completamento lavori». Ma fino a quando? Inoltre, su un pezzo di marciapiedi ci sono solo le armature dei lampioni che dovrebbero illuminare parte del giardino.

G.C.C.
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