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23.02.2020

Ragazzi xenofobi in televisione Iseo è sotto shock, ma reagisce

La piazza di Iseo teatro del servizio shock di «Piazza Italia»
La piazza di Iseo teatro del servizio shock di «Piazza Italia»

Iseo non ci sta. La comunità si ribella all’immagine di paese imprigionato in un latente sottobosco xenofobo e neonazista emersa dalle interviste ai giovani di Iseo mandate in onda trasmissione televisiva Piazza Pulita. Molti ragazzi hanno confessato di subire il fascino di figure di dittatori a partire dal Duce. Il giorno dopo è arrivata una presa di distanza forte, chiara, netta, ma soprattutto ufficiale: il primo cittadino di Iseo, Marco Ghitti, sostenuto da tutto il Consiglio comunale ha ribadito un «no» all’intolleranza, all’ideologia xenofoba e fascista, filtrate dalle interviste proposte da La7. Il servizio partiva dal raid contro un bar di Rezzato in occasione del Giorno della memoria. I vandali avevano spaccato le vetrate, distrutto l’interno e imbrattato il locale con svastiche. Il servizio ha poi messo a fuoco la Piazza Garibaldi di Iseo, in cui la giornalista – in orario serale - ha intervistato alcuni ragazzi, che si stavano riparando dal freddo sotto il porticato. «GLI STRANIERI sono come insetti – aveva esordito uno di loro, alla domanda della reporter – in classe ne siamo pieni». «Quello che si sente dire in giro – aveva spiegato un amico – non è bello: compiono gli stupri, e noi italiani non andremmo nei loro Paesi a fare queste cose». Il discorso poi è slittato sugli appartamenti di proprietà comunale, che secondo il gruppo, verrebbero assegnati solamente ad extracomunitari: «Ci sono anche gli italiani che stanno in miseria, ma non hanno la priorità: a queste persone, che stanno fuori dal supermercato tutto il giorno, lo stato versa 40 euro al giorno, e guadagnano più di un operaio». In un’escalation di luoghi comuni e di cliché, si è arrivati poi al discorso legato al fascismo ed al nazismo: «Mussolini – ha sottolineato un giovanissimo – ha fatto anche cose giuste: ha dato le pensioni, ha bonificato le paludi, ha fatto molte cose». E con le leggi razziali come la si mette? «Beh – ha chiuso lo stesso ragazzo – Mussolini ha sbagliato a sottoscrivere il Patto d’Acciaio». «Siamo in Italia, non in Libia, quindi occorre chiudere i porti: sono davvero troppi – il discorso si è chiuso – se i migranti muoiono in mare, non mi fa né caldo, né freddo». Frasi shock, fuori dal tempo, pensieri certamente frutto di ricerche molto superficiali e certamente poco approfondite. Attraverso un documento, il Comune ha preso le distanze dalle « dichiarazioni allucinanti rilasciate in Piazza Garibaldi da alcuni giovani che gli autori del programma, il direttore di testata e il giornalista firmatario del servizio hanno reso irriconoscibili. Ci auguriamo che tali irresponsabili non siano residenti a Iseo, un modello nelle politiche di tolleranza e accoglienza». •

Alessandro Romele
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