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19.03.2019

Scarpe per atleti
paralimpici. Yoko
supera l’ultima frontiera

Veronica Yoko Plebani  testimonial delle innovative scarpe Nike La paratleta immortalata in una fotografia di Alexandra Von Fuerst
Veronica Yoko Plebani testimonial delle innovative scarpe Nike La paratleta immortalata in una fotografia di Alexandra Von Fuerst

Un gesto semplice come quello di allacciarsi le scarpe. Un movimento che tutti, prima o poi, imparano a compiere: per i bambini è un traguardo che li fa sentire «grandi» e indipendenti da mamma e papà. Eppure ci sono momenti, nella vita, dove anche un laccio di scarpe può diventare un ostacolo, una strettoia, quando per qualsiasi ragione, i movimenti sono limitati. NE SA QUALCOSA Veronica «Yoko» Plebani. L’atleta paralimpica 23enne di Palazzolo è diventata la nuova testimonial delle Pegasus 35 Flyease, la rivoluzionaria linea di scarpe Nike per aiutare gli atleti di qualsiasi età e abilità a performare al meglio e raggiungere quei traguardi che a molti possono sembrare impossibili. Dopo anni di sperimentazioni, il team Nike ha dato vita ad un sistema senza lacci, con fascetta regolabile collegata ad una zip avvolgente, che consente di indossare e togliere le scarpe in un unico gesto e con grande facilità grazie al tessuto tecnico a strappo. «Una scarpa geniale», l'ha definita Veronica Yoko Plebani sulle colonne di Vogue, dove l’atleta paralimpica ha indossato il modello fotografata da Alexandra Von Fuerst -, perché è accessibile per diversi tipi di disabilita. Vedere brand importanti come Nike mettersi in gioco con campagne e prodotti dedicati a persone come me è fondamentale e necessario». Veronica è del resto una che non si tira mai indietro. La sua vita è una sfida continua. All'età di 15 anni è stata colpita da una meningite batterica fulminante «che mi ha tolto qualche pezzetto e mi ha lasciato cicatrici indelebili - racconta -. Quando sono tornata a casa dall'ospedale ho capito che non ero fatta per stare sul divano a compiangermi, volevo riprendere in mano la mia vita». LA SUA SECOND LIFE è iniziata a Palazzolo, nel club di canoa frequentato dal fratello. Uno sport mai praticato prima, un salto nel buio. E che invece le ha aperto strade inaspettate. «Era il 2012, e quando mi sono ritrovata sulla canoa per la prima volta da sola, in mezzo al fiume, ho capito che era quello che volevo fare perché mi sono sentita nuovamente indipendente, capace di fare qualsiasi cosa», spiega Veronica. Ma quello è stato solo l’inizio. Dalla canoa è passata allo snowboard e quindi al triathlon. Ha conquistato numerose medaglie, ha partecipato a ben due Paralimpiadi, la prima a Sochi nel 2014 e poi a Rio de Janeiro nel 2016. Oggi è impegnata nella preparazione per le qualificazioni di Tokyo 2020 e fa parte dell'Associazione art4sport Onlus. «Consiglio a tutti di fare sport, e soprattutto alle ragazze, che devono seguire i propri sogni con passione e dimostrare con grinta tutto quello che sanno e possono fare - sottolinea Yoko -. Non bisogna fermarsi davanti a ostacoli fisici e mentali. Purtroppo oggi in Italia a livello sportivo c’è un abbandono altissimo da parte dei giovani, soprattutto delle ragazze dai 14 ai 16 anni: almeno il doppio, rispetto ai maschi. Bisogna fare qualcosa per sensibilizzare le ragazze, affinché si rendano conto che l’attività sportiva è essenziale». PROPRIO PER PROMUOVERE la partecipazione sportiva delle adolescenti in Italia si sta muovendo anche Nike, che nel progetto «Just do it - Nulla può fermarci» ha coinvolto, oltre a Veronica «Yoko» Plebani, anche atlete come la campionessa paralimpica Bebe Vio, le calciatrici Sara Gama e Benedetta Glionna, la cestista Ilaria Panzera, le velociste dell’atletica leggera Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo, Maria Benedicta Chigbolu e Libania Grenot, la schermitrice Rossella Fiamingo, la campionessa di motocross Kiara Fontanesi e la ballerina Valentina Vernia. Il video, girato a Milano, è un inno a non mollare. Mai. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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