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10.12.2019

Scoperta la
raffineria dei
narcotrafficanti

Nel blitz alla raffineria sono stati sequestrati 24 chili di stupefacentiIl giro d’affari dei narcotrafficanti si aggirava sui 7 milioni annui
Nel blitz alla raffineria sono stati sequestrati 24 chili di stupefacentiIl giro d’affari dei narcotrafficanti si aggirava sui 7 milioni annui

In un capannone di Pontoglio avevano allestito una raffineria di eroina e cocaina. Nel laboratorio lo stupefacente proveniente dall’Olanda veniva testato dal punto di vista della purezza, edulcorato, tagliato e infine suddiviso in partite più piccole destinati a rifornire la piazza del Nord Italia.

LA RAFFINERIA ERA il fulcro dell’attività di una rete di narcotrafficanti multietnica formata da albanesi, nord africani e un italiano. La «cupola» in grado di gestire fino a trenta chili di stupefacenti a settimana, è stata smantellata all’alba di ieri quando cento carabinieri dei comandi provinciali di Bergamo, Milano e Bolzano, con il supporto del nucleo elicotteri e dei cinofili di Orio al Serio e della polizia criminale albanese attivata da Interpol, ha esguito quindici ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di traffico di droga. Tre componenti l’organizzazione sono stati rintracciate in Albania. Gli altri arresti sono stati eseguiti a Bolzano, uno nel territorio di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano e cavallo della Bassa Bergamasca e dell’Ovest Bresciano. L’operazione è l’epilogo di un’inchiesta denominata «Romano 2017», coordinata dai pm di Bergamo Davide Palmieri e Gianluigi Dettori, iniziata due anni fa e finalizzata a contrastare il crescente fenomeno dello spaccio nella Bergamasca crocevia nell’approvvigionamento della droga. Già nel corso delle indagini erano stati effettuati arresti in flagranza di 15 corrieri nelle province di Bergamo, Parma e Brescia, dove tra l’altro fu scoperta appunto la raffineria a Pontoglio: il sequestro complessivo è di 24 chilogrammi di cocaina, mezzo chilo di eroina, una pistola e contanti per oltre 300 mila mila euro. Secondo il nucleo investigativo dei carabinieri di Bergamo il giro di affari dell’attività criminale scoperta è stimato tra i 6-7 milioni, per un giro di droga di 100 chili in un anno e mezzo. Le forniture di stupefacente partivano dall’Olanda e attraverso le rotte di Francia e Germania venivano consegnate nella Bergamasca. A fare da collettore tra i trafficanti e la rete di spacciatori intermediari marocchini, tunisini e albanesi che gravitano attorno a Chiari, Pontoglio, Palazzolo e Urago d’Oglio.

Simona Duci
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