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27.11.2020

Un ponte tra Capriolo e la Siria

Lorella Morandi e il suo impegno per i profughi di guerra siriani
Lorella Morandi e il suo impegno per i profughi di guerra siriani

«We Are» tra Brescia e Turchia: argomento scomodo, quello della guerra in Siria. Tra la politica e di chi preferisce non vedere, ci sono le organizzazioni di volontariato che continuano ad operare dall’altra parte del mondo cercando di tenere accesa la speranza. Dall’Italia, una decina di motivati volontari dal 2013, portano avanti progetti mirati che hanno cambiato la vita di centinaia di persone a Kilis, una città turca che sorge sul confine con la Siria, meta di disperati in fuga. Vicepresidente di «We Are», è Lorella Morandi, medico veterinario di Capriolo: «La prima volta che ho messo piede in Siria è stato per destino – spiega - ma ho continuato a tornarci per scelta». L’associazione mantiene costantemente i rapporti con la città turca, ampliando gli aiuti negli anni, anche a campi profughi come quello di Lesvos, in Grecia. Tra gli ultimi progetti anche il supporto psicologico per i rifugiati siriani. «Ci rechiamo sul posto 4 volte l’anno –spiega la vicepresidente –. Solo così capisci veramente le esigenze e diventi un punto di riferimento». Con i fondi raccolti, l’associazione, paga gli affitti di case dignitose per le famiglie, ha allestito scuole nei campi profughi, ha aperto un centro medico e spinto un progetto imprenditoriale nel settore tessile, tutto al femminile. Dal 2015, il progetto si è allargato e a beneficiarne ad oggi tra lavoratrici e bambini, sono circa 460 persone. In Italia l’operato di «We Are» si distingue in progetti di sensibilizzazione e divulgazione. «A Capriolo - raccontta Morandi - la gente mi ha sommerso di gonnelline di pizzo e magliettine che abbiamo poi portato alle bimbe. Un piccolo gesto che ha insegnato loro a sognare. La guerra gli aveva portato via anche quello». •

S.DUC.
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