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01.12.2020

Acqua potabile e rifiuti La caccia a chi non paga frutta un piccolo tesoro

Il palazzo comunale di Piancamuno
Il palazzo comunale di Piancamuno

Pagare tutti per pagare meno, quando è possibile. Il tema è vecchio: non tutti i cittadini sono buoni cittadini quando devono mettere mano al portafoglio per assolvere ai doveri di contribuenti. Così ci si può trovare di fronte ad abbuoni per un verso e a riscossioni coattive per l’altro. Succede a Piancamuno, dove il Comune ha deciso di intervenire per recuperare quanto più possibile relativamente ai mancati pagamenti relativi al servizio idrico dell’ormai lontano 2014. Un’operazione di recupero affidata al ruolo coattivo, perché non sono servite a niente le notifiche di sollecito partite dal municipio nel 2018 e nel 2019, con l’invito ai contribuenti morosi a regolarizzare la loro posizione entro sessanta giorni. In tutto si tratta di 45 utenze, portate alla luce dalla cooperativa onlus Fraternità e sistemi che fin dal 2016 è stata incaricata dall’ente locale di verificare la regolarità dei pagamenti delle tasse comunali. L’ammontare previsto in entrata per il servizio idrico è calcolato in 11 mila e 334 euro. Questo per le riscossioni coattive, mentre per quanto riguarda gli abbuoni di cui si parlava all’inizio, la decisione è legata al fatto che il funzionario di settore responsabile del servizio economico finanziario ha constatato che si è di fronte a cifre dall’importo esiguo, e che di conseguenza non è conveniente per l’amministrazione comunale attivare le procedure di riscossione forzata. SONO 37 le fatture dichiarate inesigibili, che fanno capo per una decina a fallimenti societari, per sei a utenti irreperibili, per altre dieci a casi tra i più disparati e per undici a somme inferiori a 30 euro. In tutto poco meno di un migliaio di euro. Per la cooperativa che ha provveduto alla ricerca dei morosi è previsto il rimborso delle spese di notifica e un aggio del 9% legato all’avvenuta riscossione. Più consistente il credito relativo alla tariffa rifiuti (la Tari) del 2014, che vede coinvolti nel ruolo coattivo ben 121 utenti. In questo caso si tratta di circa 70 mila euro di mancati pagamenti, che sommati a sanzioni, interessi e spese di notifica dovrebbero portarne nelle casse del Comune 92.142.

D.BEN.
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