Anziani, l’assistenza funziona ma ha bisogno di un restauro

La sede dell’Auser di Pisogne «centralino» del servizio
La sede dell’Auser di Pisogne «centralino» del servizio
La sede dell’Auser di Pisogne «centralino» del servizio
La sede dell’Auser di Pisogne «centralino» del servizio

Lo hanno intitolato «Trame di futuro in Vallecamonica: dal filo d’argento ai fili colorati», ed è un progetto per l’ottimizzazione dei servizi sociali finanziato dal bando della Regione Lombardia per il sostegno alla terza età e alle persone fragili. Milano ha messo sul piatto 52 mila euro: una somma che servirà da una parte a razionalizzare il servizio dei trasporti sociali in Valcamonica attraverso l’attivazione di un numero verde unico (800.99.59.88) che funzionerà da centrale operativa, dall’altra ad attivare un servizio di chiamata amica che ricalchi l’esperienza del «Filo d’argento» dell’Auser. «PARTIAMO proprio dall’esperienza dell’Auser - ha ricordato Piero Brunori, presidente di Anteas Brescia che è capofila del progetto - e proviamo a fare rete per sommare tutti i numeri che ogni anno vengono raccolti sul territorio da ogni singola associazione». Il progetto presentato da Anteas, Auser e dall’Associazione Alzheimer camuno sebina si propone di evitare doppioni da una parte e di mancare il servizio dall’altra, e partirà entro la fine dell’anno. tutto nasce dalla constatazione che sul territorio operano per fortuna tanti gruppi, ma che l’attività non è coordinata «disperdendo risorse e tempo, come quando tre associazioni accompagnano nello stesso momento tre persone diverse nello stesso ospedale per una visita». Per superare gli sprechi nascerà una sorta di rete sociale gestita proprio dal numero verde unico che sarà «domiciliato» nella sede dell’Auser di Pisogne. «Il progetto è ambizioso - ha aggiunto Vincenzo Raco proprio a nome del gruppo pisognese - perchè per la prima ci uniamo con Anteas per superare le difficoltà». Facendo rete superando i localismi per l’interesse della terza età mentre «lo spopolamento e la povertà - ha continuato Brunori - portano a solitudini che spesso non sono conosciute». Il numero verde sarà a disposizione per il servizio di trasporto, e la misura del gradimento poi verrà fornita dalla telefonata amica che i fruitori riceveranno in seguito, «così da permettere la costituzione di una banca dati che permetterà di essere maggiormante a conoscenza di situazioni di disagio e bisogno». I dati si intrecceranno con quelli delle parrocchie, dei medici di base e delle istituzioni territoriali, «soprattutto per arrivare al maggior numero di persone, anziane o con problemi». Lo scopo anche in questo caso è fornire una risposta concreta alle esigenze per aiutare anche le famiglie. «Per questo - ha chiuso Raco - dovremo coinvolgere anche la conferenza dei sindaci, la realtà più vicina al territorio». •

C.VEN.

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