Artogne, due ladri di nidi intercettati in Alto Adige con decine di tordi in auto

di P.BAL.
Pulcini di tordo appena inanellati in un nido rubato e sequestrato
Pulcini di tordo appena inanellati in un nido rubato e sequestrato
Pulcini di tordo appena inanellati in un nido rubato e sequestrato
Pulcini di tordo appena inanellati in un nido rubato e sequestrato

Stavano effettuando un pattugliamento preventivo per scoraggiare l’azione della microcriminalità, e in effetti si sono imbattuti in una coppia di ladri; molto speciali però. Quei due camuni fermati da una pattuglia di carabinieri della stazione di Laces, in provincia di Bolzano, erano troppo preoccupati e nervosi per non nascondere qualcosa nella loro auto. Dalla quale poi arrivavano strani rumori: quando i militari hanno aperto il bagagliaio non hanno trovato arnesi da scasso, soldi o monili, ma una trentina di nidi di tordo bottaccio sistemati in una gabbia e in una scatola e contenenti decine di pulcini. È ANDATA davvero male al 46enne e alla 43enne residenti ad Artogne arrivati in Alto Adige per fare saccheggi e per alimentare il fiorentissimo mercato clandestino dei richiami vivi. I militari hanno infatti contestato alla coppia i reati di uccellagione e maltrattamento degli animali, per il furto di esemplari appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e per averli detenuti in condizioni incompatibili con le loro esigenze vitali; e solo per questo, se la magistratura avallerà le accuse dovranno sborsare migliaia di euro. Poi, considerando giustamente il loro Nissan «Qashqai» come uno strumento usato per commettere il crimine, lo hanno messo sotto sequestro, e gli artognesi hanno dovuto tornarsene a casa in treno. SE NON FOSSERO stati scoperti, i due uccellatori di Artogne, probabilmente - chissà - titolari di un patentino di allevatore, avrebbero piazzato sulle zampe dei pulcini anellini di riconoscimento che la Federazione ornicoltori italiani distribuisce in quantità e senza controlli a chi li richiede, e guadagnato in nero centinaia e centinaia di euro rivendendo gli esemplari ai capannisti. Particolare importante, stavolta i ladri di nidi non arrivavano da un blitz nei meleti dell’Alto Adige in cui tordi e cesene si riproducono in forze: i carabinieri li hanno fermati mentre si allontanavano da una zona boschiva attorno a Laces; e probabilmente ciò che cercavano lo hanno trovato proprio nel bosco.