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09.08.2020

Automobili nelle scarpate Le squadre dei soccorsi fanno gli «straordinari»

Il velivolo del 118 durante il sorvolo del Corno BaitoneIl fuoristrada quasi recuperato dai vigili del fuoco
Il velivolo del 118 durante il sorvolo del Corno BaitoneIl fuoristrada quasi recuperato dai vigili del fuoco

È stato un sabato movimentato per i soccorritori camuni e gli elicotteri del 118 di Brescia e Sondrio. Il primo intervento è avvenuto pochi minuti prima delle 10 nella località Sisto a Grevo di Cedegolo, per una famiglia uscita miracolosamente illesa dall’abitacolo del fuoristrada con cui stava percorrendo un’impervia strada di montagna. Stavano salendo quando la loro Land Rover Defender è uscita di strada finendo nel dirupo tra rovi e sassi. Nonostante lo shock sono stati gli stessi occupanti ad allertare i soccorsi. La zona è stata raggiunta da una squadra della V delegazione bresciana del Soccorso alpino, dai vigili del fuoco e dall’elisoccorso decollato da Sondrio. Proprio grazie al velivolo tutta la famiglia è stata recuperata con un verricello e riportata a valle. Come detto un grande spavento ma nessun ferito. Ai vigili il compito di recuperare, non senza difficoltà, il mezzo. LA SECONDA missione è scattata poco prima di mezzogiorno. Alla centrale operativa del Soreu è arrivata la richiesta di soccorso per un 40enne scivolato per una ventina di metri in una zona particolarmente impervia del Corno Baitone, nel territorio di Edolo, e dall’ospedale civile di Brescia è decollato l’elisoccorso arrivato in quota nonostante la nebbia: il tecnico del Soccorso alpino a bordo è riuscito a portare a termine l’operazione particolarmente complessa: dopo aver individuato il ferito lo ha recuperato e issato a bordo col verricello. Anche per il 40enne un piccolo miracolo: nonostante la brutta caduta rimediata se l’è cavata con qualche trauma e si trova al civile per le cure. Per questo intervento era stata allertata anche una squadra del Soccorso alpino di Edolo ma il suo intervento non si è reso necessario. Meglio così, perchè quello che si sta attraversando è un periodo davvero caldissimo per l’incidenza degli incidenti in montagna. Anche alla luce di quello che è avvenuto ieri, gli esperti raccomandano la massima attenzione e la massima preparazione nell’affrontare le alte quote (e pure quelle medie). I tecnici, va ricordato, devono pure fare i conti con l’emergenza Covid, e anche un piccolo intervento espone ovviamente i soccorritori a un rischio (stavolta sanitario) in più.

C.VEN.
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