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12.06.2019

Borno, una chance per il cinema perduto

Ciò che resta del cinema «Pineta» di Borno
Ciò che resta del cinema «Pineta» di Borno

È chiuso da decenni e su un possibile, nuovo destino di questo edificio si è fantasticato molto. Sempre a vuoto per ora. Sono stati teorizzati progetti più o meno realizzabili che però non si sono mai concretizzati. Ora però potrebbe iniziare una nuova fase per il cinema «Pineta» di Borno. Di proprietà della parrocchia, la struttura oggi ormai fatiscente che si affaccia lungo via Giardini, in pieno centro storico, tornerà al centro del dibattito nella serata di sabato alle 20.30 grazie a un’assemblea. L’HA VOLUTA il neo parroco don Paolo Gregorini, che in una lettera aperta per i bornesi ha chiesto condivisione: «Non è possibile e non è giusto che solo la realtà della parrocchia si faccia carico di questa decisione - si legge nell’appello a essere della partita -, perchè il cinema Pineta è un bene di tutti e la sua presenza può giovare a tutti». Voluto e realizzato più di sessant’anni fa da don Ernesto con l’aiuto di molti bornesi, questo spazio è rimasto un sogno incompiuto. A qualsiasi bornese «fa male al cuore vederlo nel più totale degrado», mentre a più riprese i turisti avevano chiesto che fosse adeguato per offrire un ulteriore servizio all’Altopiano. Negli anni era stato ipotizzato un intervento che lo trasformasse in una multisala; in un edifizio con zone dedicate alla comunità, e appunto si erano spesi numerosi progetti (alcuni fantascientifici). Quel che è vero è che nessuno ha visto mai in questo spazio un luogo che potesse rispondere alle esigenze di una società in piena metamorfosi. L’avvento delle nuove tecnologie, la capacità di spostamento e i costi che si sono fatti via via più importanti non hanno di certo aiutato a concretizzare un reale rilancio di una struttura che, tolti alcuni piccoli interventi di messa in sicurezza, è stata letteralemente abbandonata. DON PAOLO, arrivato sull’Altopiano del Sole da poco meno di un anno, sembra avere tutta l’intenzione di rimettere al centro della discussione il destino a breve o lungo termine di questo edificio abbandonato, e attraverso un dialogo con i bornesi, le associazioni e i gruppi che ha invitato alla serata del 22 giugno, vuole provare a ripensare l’area. L’assemblea pubblica che ha organizzato l’ha pensata per rispondere a tre domande: i bornesi vogliono ancora il cinema? Sono disposti a contribuire al suo rifacimento? Mettono a disposizione forze, idee e tempo per la sua futura gestione? Lo si scoprirà sabato sera. •

Claudia Venturelli
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