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13.04.2019

Boschi pubblici, un diploma di sostenibilità

Un bollino di qualità per i boschi comunali della Valcamonica
Un bollino di qualità per i boschi comunali della Valcamonica

Si chiama certificazione forestale, ed è un «diploma» riconosciuto a livello globale che assicura una gestione sostenibile, ovvero con tagli responsabili e immediati ripristini, di boschi e foreste: il primo step di una filiera che porta con sé anche prodotti certificati; dal legname alla carta, passando per i mobili. È un attestato, ma anche un valore aggiunto, perché spinge i consumatori responsabili e attenti a scegliere un prodotto piuttosto che un altro; e il fatto che ora anche i boschi di proprietà pubblica della Valcamonica rientrino in questa categoria rappresenterà probabilmente un aiuto economico importante per i sei Consorzi forestali della valle alle prese con una situazione di crisi. LA NOVITÀ è stata presentata ieri mattina in Comunità montana a Breno: è il risultato di un percorso iniziato dopo l’approvazione, nel dicembre 2017, del Piano di indirizzo forestale della Valcamonica. Il progetto per la certificazione della gestione sostenibile dei boschi di proprietà comunale affidati ai Consorzi (a eccezione di quelli di Berzo Inferiore) è stato portato a termine dai tecnici Lucia Mondini e Giovanni Manfrini, e ha coinvolto come soggetti privati 10 imprese boschive e sette segherie. «A oggi sono stati certificati 37 mila ettari di bosco sui 73 mila totali della Lombardia - ha ricordato l’assessore comunitario all’Agricoltura Carlo Sacristani - e la valle con i propri Consorzi si colloca per importanza al quarto posto a livello nazionale. Attraverso questa patente, e ricercando risorse, dovremo gestire il nostro immenso patrimonio per creare ulteriore occupazione e disporre di un territorio migliore. Intanto, con il contributo di un milione e 900 mila euro assegnatoci dalla Regione siamo riusciti a creare nuovo lavoro per le sei realtà consortili del nostro territorio». «Tutto ciò è stato possibile proprio grazie alla presenza dei Consorzi su gestione associata - ha aggiunto Gianbattista Sangalli, direttore dell’ufficio comunitario Foreste -, e ritengo che la certificazione sia molto importante, dato che riguarda un terzo del nostro territorio, anche per l’attrattività che può esercitare sui turisti». «Ho trovato una realtà ben coordinata - ha commentato l’esperta forestale Lucia Mondini, il cui lavoro è stato apprezzato dal responsabile di catena del Csi, l’organismo di certificazione della filiera del legno e della carta - nella quale è stato possibile operare in modo eccellente. Ora si garantisce che i prodotti derivano da foreste gestite in modo legale e sostenibile nel rispetto di tutta la normativa su lavoro e ambiente». •

Luciano Ranzanici
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