CHIUDI
CHIUDI

08.01.2020

Immobili, il recupero ha una doppia velocità

L’ex palazzo Eca al centro dell’intervento di recupero del Comune
L’ex palazzo Eca al centro dell’intervento di recupero del Comune

A Breno la «cura» del patrimonio non va di pari passo tra pubblico e privato. L’amministrazione comunale ha dato e sta ridando dignità prima al grande complesso che accoglie l’Istituto Comprensivo «Franco Tonolini» e alcune associazioni e all’ex palazzo Eca di via Mazzini. In pieno centro storico, quasi di fronte al Municipio, invece mostrano i segni del tempo due edifici, di sei piani ciascuno, e un terzo più datato che li fiancheggia, di proprietà Ubi Banca e, in precedenza, della Banca di Valle Camonica. I fabbricati sono abbandonati, dopo aver ospitato l’ex centro meccanografico e uffici dell’istituto di credito e un paio di negozi a piano terra: sono in precarie condizioni di conservazione. La situazione è stata sollevata dal consigliere di minoranza, Gianfranco Domenighini, durante il recente Consiglio comunale. Il sindaco, Alessandro Panteghini, ha risposto spiegando che, probabilmente, alla banca non interessava recuperare la parte più consistente del proprio patrimonio immobiliare a Breno (la banca è proprietaria anche dell’edificio ex Banco di Brescia in via Mazzini, locato a piano terra a un’agenzia di viaggi). Domenighini ne aveva consigliato il recupero per un utilizzo abitativo e di housing sociale. L’Amministrazione comunale, da parte sua, a cavallo fra le giunte Farisoglio e Panteghini, con un investimento di 1,250 milioni di euro, ha ristrutturato e riqualificato l’edificio del «Franco Tonolini» «costruito oltre quarant’anni fa. Attualmente è in fase di sistemazione l’ottocentesco palazzo ex Eca in pieno centro storico, che nel tempo ha dato spazio a Tribunale, Pretura, Municipio, Ufficio imposte dirette e al Liceo Scientifico. Lo storico brenese don Romolo Putelli, nel 1921, lo citava come Palazzo municipale in Piazza del Regio Tribunale, menzionandolo come uno dei tre Regi Tribunali della provincia di Brescia, citando pure i due medaglioni a bassorilievo in marmo raffiguranti il re Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi posti sulla facciata nel 1886: ora fanno bella mostre di sé su quella dell’edificio comunale per volontà di quel fervente mazziniano che è stato Umberto Sala. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Ranzanici
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1